martedì 26 aprile 2011

CARISMATICI e PENTECOSTALISMO

Premessa alla premessa.
Sono spinto a postare quest’articolo proprio dall’esperienza carismatica avuta con un gruppo “aspirante” ad entrare nell’ rns.
Grazie a Dio ne sono uscito e tra i tanti motivi che mi spinse a farlo, seppur in ritardo,in particolare fu una lezione del seminario di “effusione dello spirito” (di cui parlerò in altro post) nel quale uno dei responsabili provinciali ci parlò dei “carismi dei fratelli protestanti”, al che all’udir odor di zolfo chiesi: “come fanno ad avere i carismi i fratelli protestanti?” ed il giorno prima dell’esame per l’”effusione dello spirito” dissi proprio al responsabile che i protestanti non potevano avere lo Spirito Santo. (sic!)
Le risposte furono vaghe e superficiali e naturalmente non mi convinsero.
Da quel giorno, ero appena all’inizio delle frequentazioni, dopo un breve periodo di “grande ispirazione” gli scontri si fecero sempre più frequenti ed evidenti fino al giorno in cui comunicai, dopo aver esposto le mie idee sul movimento, l’intenzione di non farne più parte.
Posso dire con certezza che voglio molto bene ai componenti del gruppo e della parrocchia dove vivo ma il mio giudizio sul movimento rimane negativo anche per i motivi esposti in questo articolo.
I commenti in blu sono miei.
Premessa fondamentale di quanto
segue è che sospendo ogni giudizio sulle persone che, in buona fede, cercano l’incontro con Dio, attraverso
il percorso di un cammino presente nella Chiesa. Ciò che qui ci si propone attiene soltanto ad un ordinario uso della ragione alla luce dei dati inconfutabili della Rivelazione Divina. Perché dubitare dunque della
assoluta bontà del cosiddetto movimento «carismatico»? Un passo alla volta.
1^ E 2^ ONDATA
Facciamo parlare il coordinatore italiano del noto movimento R.n.S. (“Rinnovamento nello Spirito Santo”), Salvatore Martinez: «Non possiamo non ricordare come già Papa Leone XIII, il 1° gennaio del 1901, avesse dedicato il ventesimo secolo allo Spirito Santo intonando il Veni Creator Spiritus in nome della Chiesa intera, dopo la pubblicazione dell'enciclica dedicata allo Spirito Santo. Leone XIII esortava i cristiani a ritornare al cenacolo di Pentecoste e invocare lo Spirito Santo per la riunione della cristianità. Certamente la voce di Leone XIII ha "bucato" il cielo, se osserviamo il rigoglio di movimenti carismatici e di Chiese pentecostali che, proprio a partire dal 1901 in una prima ondata, e successivamente, in una seconda ondata proprio in coincidenza del Concilio Ecumenico Vaticano II,
si sono diffusi in ogni parte del mondo come autentica risposta dell’unico Spirito alle preghiere dei Papi per il rinnovamento spirituale di questo nostro secolo» (davvero notevole come i modernisti riescano, infarcendo le loro ciance con alcune frasi cattoliche, ad ingannare le pecorelle di Cristo.
Alla bisogna cita tutto ciò che parla di Spirito Santo ma vorrei sapere se abbia mai citato la Mortalium Animos di Pio XI con la quale si condannano i movimenti detti pancristiani e in questo caso si strumentalizza la Divinum illud per giustificare questa “esplosione di spirito”, vorrei dire quando mai nella nostra Chiesa Cattolica non si è ricorsi allo Spirito Santo?
Prima di questa “ondata” dov’era lo Spirito Santo?
Non assiste forse sempre il suo Corpo Mistico?
Diciamo che sono gli uomini che lo ricusano, soprattutto questi nuovi simon mago.
Il Martinez omette per esempio l’importanza della Cresima nell’enciclica Di papa leone, inoltre si legga questa frase:
Per ultimo basti sapere che se il Cristo è il Capo della Chiesa, lo Spirito Santo ne è come
l'anima, ciò che è l'anima nel nostro corpo è lo Spirito Santo nella Chiesa, corpo di
Cristo.
Stando così le cose, non si può immaginare né aspettare un'altra più larga ed abbondante
effusione dello Spirito Santo, giacché ora la Chiesa se ne ha la più abbondante, e durerà
sino a quel giorno in cui la stessa Chiesa dallo stadio della milizia verrà assunta al
trionfale consorzio nella gioia dei Santi.)
(cfr. http://www.rns-italia.it/PROFILO/ilrnsinitalia.htm). Cosa c’è che non va?

MADRE PROTESTANTE
Si ritiene che il «risveglio» dello Spirito Santo sia cominciato a partire dai cosiddetti «pentecostali» protestanti. Ci troviamo nel Kansas, 1901, poi ad Azusa Street, a Los Angeles, nel 1906, quindi successivamente nel Galles. Il primo nucleo pentecostale italiano ha origine da due migranti, Giacomo Lombardi e Luigi Francescon, un ex valdese, a seguito di contatti con il mondo «carismatico» degli USA. Nel giro di pochi anni si formò una vera e propria rete internazionale di comunità pentecostali; la radice di provenienza era protestante battista. Il «pentecostalismo» diventa fenomeno cattolico negli Stati Uniti. Viene alla luce dalla frequentazione di riunioni carismatiche protestanti da parte di studenti e insegnanti di due università cattoliche: la Duquesne a Pittsburgh in Pennsylvania e la Notre Dame
a South Bend nell’Indiana.

SECONDA ONDATA
Siamo all’inizio del 1967; il vento di certo modo di leggere il Concilio «soffia e gonfia le vele».
Rapidamente, anche tra i religiosi, le adesioni al movimento si moltiplicano: Gesuiti, Francescani, Domenicani, Benedettini, interi
Il Cardinal Bergoglio si fa imporre le mani da carismatici protestanti
conventi di suore si fanno carismatici.
Sugli avvenimenti del 1901 ed immediatamente a seguire anche molti, tra le fila dei protestanti, vi hanno riconosciuto un fenomeno di dubbia origine divina; per essere più schietti, tanti, si sostiene, siano stati i casi di possessioni ed ossessioni diaboliche. (l’effusione dello spirito, di cui parlerò, è una vera e propria iniziazione diabolica.
Si veda per approfondimenti SISI NONO  31 Gennaio 2001)
Se vogliamo sospendere il giudizio, si tratta di perlomeno assai dubbie «manifestazioni del divino». Ma questo potrebbe essere perfino del tutto irrilevante se non fossero gli stessi «animatori» del gruppo R.n.S. ad effettuare il collegamento con origini così remote e sospette.

CRITERI DI GIUDIZIO
Lo fanno espressamente: anche lo stesso Martinez, il quale legge (incredibilmente) la rinascita carismatica in ambiente protestante come «risposta» all’enciclica sullo Spirito Santo («Divinum illud munus» del 1897) di un grande Pontefice, Leone XIII.
Stessa cosa fa il noto predicatore della Santa Sede, padre Raniero Cantalamessa, il quale ha anche l’ardire di affermare che fino a quel momento (cfr. 1901, data dell’episodio apice del «risveglio»), si era in presenza addirittura
di una sorta di divorzio tra la Chiesa e lo Spirito Santo (sic!). Sono posizioni sostenute e difese apertamente dagli
autori, citate in numerosi loro testi editi. Quindi se un primo dubbio poteva sorgere dalla matrice protestante
e super-ecumenica legata all’origine del movimento, una più forte perplessità ci invade allorché si pensi ai presupposti teologici falsi che le «guide» esprimono come parte dei loro convincimenti.
È infatti inaccettabile pensare all’ispirazione divina dello Spirito di verità che tuttavia non conduca alla pienezza della verità (cfr. Lumen gentium, n. 8 b); i pentecostali del «risveglio» non si convertirono in massa al cattolicesimo (né accade tuttora); dal che, delle due l’una: o la Chiesa cattolica non possiede la verità ed allora non è strumento necessario di salvezza oppure lo Spirito Santo (quello vero) quando soffia non può contraddire se stesso, ma
deve condurre alla «verità tutta intera», che risiede nella Chiesa Cattolica. Siccome il pentecostalismo protestante è altamente ostile alla Chiesa cattolica, si deve escludere in esso, qualunque azione dello Spirito Santo (quello vero).
È altresì impensabile ipotizzare una separazione tra spirito divino e Chiesa cattolica, pena relegare la medesima Chiesa di Cristo a istituzione puramente umana, dando così del bugiardo a Gesù stesso e negando la sua infallibilità divina. L’idea sottesa potrebbe essere quella di un sottile gioacchinismo, auspicante una nuova era dello Spirito
Santo nella Chiesa, che nega la presenza continua di Cristo nella sua Chiesa, una strana “nuova chiesa” differente ed opposta a quella di sempre. Posizione assolutamente da rifiutare da parte di un cattolico.

L'ERRORE DEL PENTECOSTALISMO
[N.d.R.=1) questa aberrante idea che la Chiesa sarebbe finita in un certo momento della storia, per poi ricomparire solo col Vaticano II, che sarebbe l’anno zero della Chiesa, è un’opinione eretica molto diffusa, in più ambienti, e riproposta in molti modi, come ad es. Ernesto Calducci, Kiko Arguello e Carmen Hernandez,Hans Kung, la scuola di Bologna, e prima ancora, fuori della chiesa, è un’opinione diffusa tra i Testimoni di Geova e i Mormoni.
2) Carismatici e neocatecumenali sono anche accomunati dall’errore pentecostale. Una chiesa parallela è costituita anche dal nascere di abusivi e inesistenti pastori paralleli. È un dato di fatto che sia per i carismatici che per
i neocatecumenali, il punto di riferimento autorevole non è il sacerdote ma il presunto profeta di turno o chi mostra carismi spettacolari.
Clamoroso è il ruolo abusivo dei cosiddetti “catechisti” neocatecumenali, ritenuti addirittura sempre ispirati (sic!), per cui disobbedire a loro sarebbe disobbedire a Dio (sic!) = N.d.R.].(queste affermazioni sono documentabili attraverso gli “orientamenti all’equipes dei catechisti” scritte dagli eretici fondatori del cammino NC.Questi documenti, segreti, sono difficili da trovare tuttavia qualcuno graziato dal Signore è riuscito a reperirle.
In questo blog a lato è inserito un link di un sito tutto dedicato alla setta NC)

ALTRI DUBBI
Approfondendo ancora, non possiamo esimerci dal sottolineare l’emergere di altri dubbi. L’esaltazione del sentimentalismo religioso (danze, applausi, catene umane, e via discorrendo), come anche l’eccessiva
enfasi sul laicato e sul «protagonismo orante» (passateci l’espressione) svela certamente la sua velata matrice «riformata», che priva del necessario accesso al divino, perché rischia di banalizzare e soprattutto di annullare
quel fondamentale salto nel trascendente, che appartiene solo all’opera dello Spirito in noi; il Quale, come insegna l’episodio del profeta Elia, senza troppo clamore o rumore, agisce sempre nella dolcezza di una brezza delicata.
Con questo non si vuole condannare il sentimento o il trasporto; assolutamente!
Ma ogni cosa è necessariamente appartenente ad una gerarchia oggettiva di valori, che non può essere capovolta. Il sentimento deve essere filtrato e domato dalla ragione ed i due subordinati ed illuminati dall’unica verità rivelata; tale deve essere anche l’ordine delle cose nelle pratiche di preghiera e liturgiche. Il rispetto delle norme liturgiche
è primo segno e garanzia di autentica ispirazione: disobbedire alla Chiesa per «obbedire» allo «spirito» è davvero impensabile inganno del maligno. Non si sostiene che questo succeda spesso presso il RnS, ma che vi sia certamente l’esposizione ad un forte rischio a che ciò si verifichi.

ULTIMO APPUNTO
Un ultimo appunto critico ci viene dallo sbandierato ottimismo tanto pubblicizzato e dai religiosi e dai fedeli;
ottimismo fondato, si ritiene, proprio sull’avvento di una nuova Pentecoste.
Alla luce della parola di Colui che indicò la bontà dell’albero dai frutti (cfr. Mt7,17- 20), possiamo affermare che la caduta libera della perdita di fede e dei valori della morale in cui è precipitata la società in cui viviamo, permette di supporre che poca sia anche la nostra santità, la santità, in generale, dei cristiani; se i cristiani sono santi, anche
la società ne subisce l’influenza. I primi cristiani erano pochi, li ammazzavano eppure crescevano sempre in modo inarrestabile.
Oggi sembra accadere il contrario: nessuno ci perseguita, diminuiamo sempre più e c’è crisi di vocazioni. Bisogna
allora dar spazio ad un sano realismo che non può prescindere da una autentica presa di coscienza della abnorme
diffusione di radicate strutture di peccato e di una vera e propria opera palese di una contro-Chiesa.
Che dunque? Condannare in blocco il movimento del R.n.S.? Non sentiamo di poter arrivare a tanto;
ma invitiamo a riflettere e a pensare su taluni aspetti problematici, potenzialmente in grado di allontanare
dalla vera fede, o per lo meno, di indebolire proprio l’auspicata azione dello Spirito Santo in noi, per sostituirla
con anonime pulsioni personali che a tutto portano, tranne che ad una veritiera ed autentica conversione.

Fonte: Fede e Cultura di Stefano Maria Chiari

                                                                                                                                             Stefano Gavazzi

3 commenti:

  1. parlo per esperienza , interpretazione della bibbia ad uso e consumo,
    forse pensano di avere l'escusiva dei doni,si fanno maestri e sostituti di Dio.Modernisti

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  2. hanno portato confusione nella chiesa cattolica e la confusione non viene da Dio

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  3. Questo articolo afferma delle cose non vere.

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