mercoledì 23 novembre 2011

RIFORMA LITURGICA DELLA MUSICA E DEI CANTI, CHI GLIELO DICE ALLO SPIRITO DEL CONCILIO.

Concerto metal nella Cattedrale di Tarragona
Sua Santità Benedetto XVI° ha ordinato al Cardinal Canizares di formare una commissione per l’applicazione del motu propriu “Querit semper” al fine di dare “nuovo impulso” (io già tremo) alla liturgia visti gli abusi degli ultimi decenni (solo?).
La nuova commissione, il cui regolamento viene redatto in questi giorni, darà indicazioni precise alle diocesi, occupandosi soltanto dell’arte per la liturgia, non dell’arte sacra in generale; come pure della musica e del canto per la liturgia. E agirà i poteri giuridici della Congregazione del culto. (Tornielli)
Sono veramente curioso di leggere quali siano le indicazioni contenute, quali le musiche ed i canti da eseguire.
Ma il problema sarà questo: chi glielo va a dire a Martinez, Arguello and Co?
Dove verranno riposte tutte le chitarre del prete che ha suonato a Tarragona?
Come farà il punkpriest senza highway to hell degli ac/dc nel canto d’ingresso ?
Il punkpriest (al centro), che Dio lo perdoni!
Ma soprattutto, cosa penserà lo spirito del concilio, che in questi “decenni” aveva soffiato così impetuoso su carismatici e pentecostali di ogni genere, di questa “riformina”?1
Santo Padre i buoi sono scappati da un pezzo e con loro pure i mandriani!
Spero solo che non sia il solito smoke on the water and fire in the sky ma se tanto mi da tanto the ansewer is blowing in the wind!

                                                                                                         

                                                                                                                  Stefano Gavazzi

NOTE:
1) Qualcuno, inoltre, riterrà ancora il Santo Padre un restauratore, benché io non sia d’accordo, è evidente che il Papa sta cercando di arginare l’interpretazione estrema del concilio, tutto ciò all’insegna, però, della sua continuità ermeneutica, a tale scopo si riporta ciò che da secoli è stato condannato da un concilio ecumenico dogmatico.

Recente messa africana, cibo etnico messa etnica!

Concilio di Basilea Sess. XXI.”Detestando anche quel vergognoso abuso, divenuto frequente in alcune chiese, - per cui alcuni benedicono con mitra, pastorale e vesti pontificati come vescovi e altri si vestono da re e duchi (e questa festa in alcune regioni si chiama dei matti, o degli innocenti, o dei fanciulli), altri fanno giochi da maschere e da teatro, altri balli e baldorie tra uomini e donne e spingono la gente al divertimento e al riso, altri preparano banchetti e conviti, - questo santo sinodo stabilisce e comanda sia agli ordinari che ai decani e rettori di chiese, sotto pena della sospensione da tutti i proventi ecclesiastici per tre mesi, che non permettano più che nella chiesa, che deve essere casa di preghiera (22), e anche nel cimitero abbiano luogo questi e simili ludibri, e che si tengano mercati o commerci di fiere. E non manchino di punire i trasgressori con la censura ecclesiastica e con altri rimedi del diritto.
Questo santo sinodo stabilisce pure che siano nulle tutte le consuetudini, le leggi e i privilegi che su questi argomenti non si accordino con questi decreti. “

Chiaramente ciò vale a maggior ragione per la celebrazione del Santo Sacrificio, vorrei vedere!





martedì 22 novembre 2011

IL ROSARIO PIU' POTENTE DELLA BOMBA ATOMICA

Antonello, fratello nella Fede e di esercizi spirituali di S. Ignazio, mi ha mandato questa bella storia, che conferma la straordinaria potenza del Rosario e dalla Santissima Vergine Maria.
Con questo articolo rinnovo, con grande onore, la devozione alla santissima Madre di Dio e Madre Nostra Maria, vincitrice assoluta contro satana ed i suoi satelliti.
Salve Regina....

Una storia di cui si sapeva solo una eco lontana, finalmente ora se ne sa di più....

Il Santo Rosario e la bomba atomica di Hiroshima
 


Su Hiroshima è caduta una bomba atomica.

Lo scopo era di annientare Hiroshima per distruggere il potere militare giapponese.

Ma la Madonna, la Regina del Rosario, ha protetto miracolosamente una piccola comunità di quattro padri gesuiti, che vivevano nella casa parrocchiale, a soltanto otto isolati dal centro dell’esplosione. Padre Hubert Schiffer aveva 30 anni e lavorava nella parrocchia dell’Assunzione di Maria, a Hiroshima. Ha dato la sua testimonianza davanti a decine di migliaia di persone: “Attorno a me c’era soltanto una luce abbagliante. Tutto a un tratto, tutto si riempì istantaneamente da una esplosione terribile. Sono stato scaraventato nell’aria. Poi si è fatto tutto buio, silenzio, niente. Mi sono trovato su una trave di legno spaccata, con la faccia verso il basso. Il sangue scorreva sulla guancia. Non ho visto niente, non ho sentito niente. Ho creduto di essere morto. Poi ho sentito la mia propria voce. Questo è stato il più terribile di tutti quegli eventi. Mi ha fatto capire che ero ancora vivo e ho cominciato a rendermi conto che c’era stata una terribile catastrofe! Per un giorno intero i miei tre confratelli ed io siamo stati in questo inferno di fuoco, di fumo e radiazioni, finché siamo stati trovati ed aiutati da soccorritori. Tutti eravamo feriti, ma con la grazia di Dio siamo sopravvissuti”.

Nessuno sa spiegare con logica umana, perché questi quattro padri gesuiti furono i soli sopravvissuti entro un raggio di 1.500 metri. Per tutti gli esperti rimane un enigma, perché nessuno dei quattro padri è rimasto contaminato dalla radiazione atomica, e perché la loro casa, la casa parrocchiale, era ancora in piedi, mentre tutte le altre case intorno erano state distrutte e bruciate. Anche i 200 medici americani e giapponesi che, secondo le loro stesse testimonianze, hanno esaminato padre Schiffer, non hanno trovato nessuna spiegazione a perché mai, dopo 33 anni dallo scoppio, il padre non soffriva nessuna conseguenza dell’esplosione atomica e continuava a vivere in buona salute. Perplessi, hanno avuto tutti sempre la stessa risposta alle tante loro domande: “Come missionari abbiamo voluto vivere nel nostro paese il messaggio della Madonna di Fatima e perciò abbiamo pregato tutti i giorni il Rosario.” Ecco il messaggio pieno di speranza di Hiroshima: La preghiera del Rosario è più forte della bomba atomica! Oggi, nel centro della città ricostruita di Hiroshima, si trova una chiesa dedicata alla Madonna. Le 15 vetrate mostrano i 15 misteri del Rosario, che si prega in questa chiesa giorno e notte.


Un altro racconto di padre Schiffer aggiunge che avevano appena finito di dire Messa, e si erano recati a fare colazione, quando la bomba cadde:
"Improvvisamente, una terrificante esplosione riempì l'aria come di una tempesta di fuoco. Una forza invisibile mi tolse dalla sedia, mi scagliò attraverso l'aria, mi sbalzò, mi buttò, mi fece volteggiare come una foglia in una raffica di vento d'autunno."

 Quando riaprì gli occhi, egli, guardandosi intorno, vide che non vi erano più edifici in piedi, fatta eccezione per la casa parrocchiale. Tutti gli altri in un raggio di circa 1,5 chilometri, si racconta, morirono immediatamente, e quelli più distanti morirono in pochi giorni per le radiazioni gamma. Tuttavia, il solo danno fisico che padre Schiffer accusò, fu quello di sentire alcuni pezzi di vetro dietro il collo. Dopo la resa del Giappone, i medici dell’esercito americano gli spiegarono che il suo corpo avrebbe potuto iniziare a deteriorarsi a causa delle radiazioni. Con stupore dei medici, il corpo di padre Schiffer sembrava non contenere radiazioni o effetti dannosi della bomba. In realtà, egli visse per altri 33 anni in buona salute, e partecipò al Congresso Eucaristico tenutosi a Philadelphia nel 1976. In quella data, tutti gli otto membri della comunità dei Gesuiti di Hiroshima erano ancora in vita. Questi sono i nomi degli altri sacerdoti gesuiti che sopravvissero all'esplosione: Fr. Hugo Lassalle, Fr. Kleinsorge, Fr. Cieslik.

Un miracolo simile avvenne anche a Nagasaki, dove un convento francescano - "Mugenzai no Sono" ("Giardino dell'Immacolata") - fondato da San Massimiliano Kolbe rimase illeso come a Hiroshima. Dal giorno in cui le bombe caddero, i gesuiti superstiti furono esaminati più di 200 volte dagli scienziati senza giungere ad alcuna conclusione, se non che la sopravvivenza degli otto gesuiti all'esplosione fu un evento inspiegabile per la scienza umana.

Sapevate che nel 1945 il 70% dei cattolici giapponesi viveva a Nagasaki? Era “la città cattolica del Giappone”.

Testimonianza del prof. Hikoka Vanamuri – sopravvissuto di Hiroshima nel 6 agosto 1945 ( tratto da: nelcuoredimaria ): Hikoka Vanamuri, già professore all'Università di Tokio in filosofia, è stato intervistato in occasione del suo pellegrinaggio a Fatima, e così ha risposto: «Non tornerò in Giappone. Dopo anni di studi, dopo anni di meditazione ho compreso che la vita nell'atmosfera viziata di Buddha è rimasta un’inacidita testimonianza storica di paganesimo vociferante e mi sono convertito alla religione cattolica. La decisione l'ho presa dopo lo scoppio della bomba atomica su Hiroshima. Ero a Hiroshima per una ricerca storica. Lo scoppio della bomba mi trovò in biblioteca. Consultavo un libro portoghese e mi venne sott'occhio l'immagine della Madonna di Fatima. Mi sembra che questa si muovesse, dicesse qualcosa. All'improvviso una luce abbagliante, vivissima mi ferì le pupille. Rimasi impietrito.

Era accaduto il cataclisma. Il cielo si era oscurato, una nuvola di polvere bruna aveva coperto la città. La biblioteca bruciava. Gli uomini bruciavano. I bambini bruciavano. L'aria stessa bruciava. Io non avevo portato la minima scalfittura. Il segno del miracolo era evidente. Non riuscivo tuttavia a spiegare quello che era successo. Ma il miracolo ha una spiegazione? Non riuscivo nemmeno a pensare. Solo l'immagine della Madonna di Fatima mi splendeva su tutti i fuochi, sugli incendi, sulla barbarie degli uomini. Senza dubbio ero stato salvato perché portassi la testimonianza della Vergine su tutta la terra. Il dott. Keia Mujnuri, un amico dal quale mi recai quindici giorni dopo stabilì attraverso i raggi X che il mio corpo non aveva sofferto scottature. La barriera del mistero si frantumava. Cominciavo a credere nella bellezza dell'amore. Imparai il catechismo ma sul cuore tenevo l'immagine di Lei, il canto soave di Fatima. Desideravo il Signore per confessarmi, ma lo desideravo per mezzo di Sua Madre».


Tratto da: La Signora di tutti i Popoli

lunedì 21 novembre 2011

Belle e grandi chiese della Fraternità San Pio X

 
“Va, Francesco, restaura la mia casa, che, come vedi, è tutta in rovina”.
Rispondendo all'appello del Crocifisso di San Damiano, san Francesco si è fatto costruttore di chiesa prima di essere un ricostruttore della ChiesaPer Monsignor Lefebvre, il processo è stato inverso.



Chiesa di Econe, Svizzera, 1998
Chiesa di Mendoza, Argentina, 2002


 
Chiesa di Stuttgart, Germania, 1998


Il paragone tra San Francesco e Monsignor Lefebvre non è esagerato. Infatti, il valoroso vescovo ha avuto anche lui quello che potremmo definire un’esperienza mistica che ha sigillato la sua vocazione. Ne parla nella prefazione al suo libro “Itinerario spirituale” (1) scritto nel 1989: “… lo Spirito Santo mi permette di realizzare il sogno che mi ha fatto intravedere un giorno nella Cattedrale di Dakar: (…) trasmettere in tutta la sua purezza dottrinale, in tutta la sua carità missionaria, il sacerdozio cattolico di Nostro Signore Gesù Cristo…” .
Fin dalla sua fondazione, l'opera di Monsignor Lefebvre ha dimostrato un’eccezionale attività apostolica, poiché ormai la Fraternità San Pio X conta 750 centri di Messa nel mondo intero, vera rete internazionale al servizio della santificazione delle anime e della Messa di sempre.
All’inizio, la maggioranza dei centri di Messa erano delle sale prese in affitto o dei vecchi garage, magazzini, o altri locali del genere, comprati e trasformati in luoghi di culto. Era il tempo delle catacombe.
Pian piano, però, grazie alla generosità dei fedeli che sempre più numerosi si appellavano a suoi sacerdoti, la Fraternità ha potuto costruire delle vere cappelle o delle chiese, alcune delle quali sono splendide opere d’architettura dalle dimensioni tali da permettere a centinaia di fedeli di assistere alla Messa domenicale. Potete vedere le foto di alcune di esse con la data di costruzione. Sono edifici costruiti senza nessun aiuto dallo Stato, senza offerte dalle diocesi, senza pubblicità. Sono il frutto della preghiera e del lavoro dei fedeli, una bella testimonianza di fede.
Il Concilio Vaticano II parla di “tradizione vivente” (2), concetto sbagliato di una tradizione che cambia nel tempo. Anche nella Fraternità San Pio X si parla di “tradizione vivente”, ma nel senso che la Tradizione dà la vita ed è feconda. Questa fecondità si vede nelle numerose vocazioni sacerdotali e religiose, nelle famiglie con tanti bambini, nelle conversioni e in tutte le grazie che i fedeli ricevono tutti i giorni. Si vede anche nell’apertura, ogni anno, di nuovi priorati e centri di Messa. Mentre il Vaticano II ha voluto fondare una nuova Chiesa, la Fraternità costruisce dappertutto delle chiese nuove!
Don Fabrizio Loschi
Note:
(1) Mons. Marcel Lefebvre, Itinerario Spirituale - Ed. Ichthys 2000, prefazione.
“Permettendo che io scriva le poche riflessioni spirituali che seguono, prima di entrare, a Dio piacendo, nel seno della Santissima Trinità, lo Spirito Santo mi permette di realizzare il sogno che mi ha fatto intravedere un giorno nella cattedrale di Dakar: di fronte alla progressiva degradazione dell’ideale sacerdotale, trasmettere, in tutta la sua purezza dottrinale, in tutta la sua carità missionaria, il sacerdozio cattolico di Nostro Signore Gesù Cristo, quale Egli l’ha trasmesso fino alla metà del XX secolo”.
(2) Costituzione Dei Verbum sulla Divina Rivelazione

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Chiesa di Schonenberg, Germania, 1995


Chiesa di La Reja, Argentina, 2001



















 








Chiesa di Tynong, Australia, 2011

Fonte:SanPioX.it
Chiesa di Denver, Stati Uniti, 2001

venerdì 4 novembre 2011

La “Regolarizzazione” della Fraternità S. Pio X: Non così facile come si potrebbe pensare

Riporto questo articolo molto interessante pubblicato sul sito della Fraternità San Pio X
Il contenuto potrebbe far riflettere molte persone sulla portata dell'argomento riguardo ad un eventuale accordo dell FSSPX con la gerarchia ecclesiastica e al suo "riconoscimento".

Pubblichiamo un articolo di John Vennari apprso il 19 Settembre 2011 su Catholic Family News
La lettera del 14 Settembre indirizzata dal Vaticano alla Fraternità S. Pio X ha generato un’onda di prematuro entusiasmo. Sebbene i contenuti del “preambolo dottrinale” inviato dal Vaticano siano ancora sotto esame, Monsignor Fellay ha anticipato nella sua intervista del 14 Settembre che esso contiene una sorta di affermazione dottrinale da sottoscrivere da parte della Fraternità S. Pio X, ed un invito a procedere, con il passo successivo, verso il riconoscimento canonico. Il riconoscimento canonico previsto per la Fraternità S. Pio X sarebbe analogo ad una prelatura personale secondo le linee vigenti per la Opus Dei. Quando Mons. Fellay, alla fine della sua intervista, ha
 richiesto a tutti noi di continuare ininterrotti i nostri Rosari e le nostre Preghiere per la Fraternità “onde ottenere le grazie di illuminazione e di forza necessarie ora più che mai”, egli non lanciava semplicemente una pia richiesta. Infatti da parte della pubblica opinione la pressione su Mons. Fellay è enorme.
Da ogni parte noi udiamo raccomandazioni a Mons. Fellay affinché colga questa occasione e la sfrutti, partendo dalla falsa premessa “ORA O MAI PIU’ “ per la Fraternità, poiché simili favorevoli condizioni per il riconoscimento potrebbero presumibilmente non presentarsi mai più in futuro. Chi spinge per questa affrettata scelta non ha riflettuto su ciò di cui si discute. L’ultima cosa che Mons. Fellay e la Fraternità possono firmare è un accordo in stile “linea-Obama per l’assistenza”: accettiamo di pagare il conto cosicché potremo finalmente vedere cosa esso contiene veramente. No! I passi verso il proposto riconoscimento devono essere effettuati con grande cautela, una cautela che necessariamente richiederà ben più di un paio di mesi di riflessione.
La Fraternità S. Pio X deve essere certa di aver esaminato l’argomento completamente, considerando ogni implicazione del riconoscimento ed essere pronta a dire “NO” – anche resistendo a enormi pressioni – se tutti i dettagli non sono ben chiariti in anticipo.

Non dobbiamo sorprenderci se Mons. Fellay considera ogni tipo di proposta canonica con cautela e riserva. Parlo con l’esperienza di chi è stato direttamente coinvolto nel movimento della Tradizione per più di 30 anni e che ha visto un gran numero di accordi di regolarizzazione inacidirsi. E’ vero che la rivista Catholic Family News non rappresenta in alcun modo la Fraternità S. Pio X, ma noi supportiamo pienamente Mons. Fellay nella sua cautela.
Qui sotto sono elencati alcuni degli infiniti punti che necessitano di ricevere risposta prima che ogni accordo canonico sia accettato: 
  • Come reagiranno i Vescovi Diocesani nei confronti dei Vescovi della Fraternità S. Pio X che entreranno nelle loro Diocesi per somministrare il rito della Cresima, specialmente quando i Vescovi diocesani sanno che i fedeli vogliono Religiosi della Fraternità S. Pio X perché diffidano del nuovo rito della Cresima el Vescovo diocesano stesso?
  • Quale opinione rispetto a nuove Cappelle e Centri per le Messe? Nuove scuole? Nuovi Seminari, come ad esempio quelli progettati in Virginia? La Fraternità dovrà prima ricevere il permesso del Vescovo diocesano – che in molti casi è ostile alla Tradizione? E se è così, ciò non rappresenta un reale pericolo per la crescita futura della Fraternità?
  • In che modo la gerarchia ecclesiastica, ancora indebolita dal pensiero modernista, presterà ascolto ai lamenti dei Vescovi diocesani – che continueranno a vedere la Fraternità come una minaccia al loro potere – senza compromettere la Fraternità stessa?
  • Quale considerazione per le cappelle di altri sacerdoti con cui la Fraternità ha rapporti amichevoli e per le quali la Fraternità somministra la Cresima?
  • Roma si aspetterà che la Fraternità smetta di somministrare la Cresima in queste cappelle? Roma si aspetterà che la Fraternità sciolga quelli che ha legato per la vita? Il Vaticano, che garanzia di libertà e di sicurezza offrirà alla Fraternità di poter continuare a somministrare la Cresima in quelle cappelle i cui Cappellani ritengono in coscienza che non si possa ancora avere un accordo canonico con il Vescovo locale?
  • In che modo verrà garantita con certezza l’autonomia educativa nelle scuole della Fraternità?
  • In che modo sarà assolutamente garantita la formazione controrivoluzionaria nei seminari della Fraternità?
  • Quali sono le condizioni per la consacrazione di futuri Vescovi della Fraternità?
  • E riguardo agli ordini religiosi collegati con la Fraternità? Che relazioni tra la Fraternità e i Benedettini tradizionalisti? E i Domenicani tradizionalisti? E i Cappuccini tradizionalisti? E i Carmelitani tradizionalisti?
  • Nell’ambito della proposta “prelatura personale”, la Fraternità potrà ancora sostenere e ordinare uomini per questi gruppi?
  • Gli ordini affiliati alla Fraternità dovranno cambiare il loro nome e smettere di chiamarsi Domenicani, Benedettini, Carmelitani dopo l’accordo? (non appena i tradizionalisti transalpini “Redentoristi” accettarono la regolarizzazione tre anni fa, prima di tutto dovettero cambiare il loro nome in “Figli del Grandissimo Redentore”,  poiché i Redentoristi del Novus Ordo non permisero loro di usare il nome di Redentoristi. E Roma immediatamente appoggiò i Redentoristi contro i transalpini).
  • E che sarà delle Suore Domenicane che insegnano nelle scuole affiliate alla Fraternità, due delle quali sono negli Stati Uniti? Vi sarà il permesso di continuare? Conserveranno queste Domenicane la stessa autonomia dai Vescovi locali che si suppone avrà la Fraternità, e potranno esse conservare il nome “Domenicane”?
  • Sarà la stessa cosa per le affiliazioni con le suore Francescane in Kansas City?
  • L’affiliazione della Fraternità con altri ordini religiosi tradizionali non comporterà anche il coinvolgimento della Sacra Congregazione Vaticana per i religiosi coinvolti, il che complicherà ulteriormente la regolarizzazione?
  • E il pericolo di avere ribellioni se molti ritenessero che il Vaticano stia procedendo troppo rapidamente con un accordo di regolarizzazione?
  • Crediamo realmente che ogni discussione sulla legittimità del Vaticano II possa continuare dopo la regolarizzazione, quando il Vaticano potrà dire:”La caccia è finita, noi abbiamo chiuso il carniere”[modo di dire del Nord Est Americano, ndT]?
  • In ogni elezione di un nuovo Prelato per l’Opus Dei il Papa deve approvare l’elezione. Se la prelatura nella Fraternità è modellata secondo le linee dell’Opus Dei, un Papa favorevole al Vaticano II approverà un nuovo capo della Fraternità che assomigli all’Arcivescovo Lefebvre, o non spingerà piuttosto per un capo conforme alle sue aspettative?
  • Ci si aspetterà che una Fraternità “regolarizzata” richieda un Imprimatur per ogni libro che pubblica? Come potrebbe ottenersi un Imprimatur per libri quali Giovanni Paolo II – dubbi su una beatificazione; o il superbo 100 anni di modernismo di Padre Dominique Bourmaud; o gli scritti non ancora pubblicati dell’Arcivescovo Lefebvre che critica senza mezzi termini il Vaticano II ed il progressismo della gerarchia post-conciliare?
  • Il Superiore del Distretto francese della Fraternità ha appena pubblicato una genuina, necessaria e vivace critica del prossimo incontro pan-religioso di Assisi, una critica ampiamente basata sull’insegnamento tradizionale della Chiesa: queste critiche pubbliche saranno tollerate da Roma nel caso di una Fraternità “regolarizzata”?
  • L’Arcivescovo Lefebvre disse: “Se Roma volesse riconoscerci una vera autonomia, quella cioè che abbiamo ora, ma con sottomissione [al Papa, ndT ], noi dovremmo volerla”. Cosa succede se il significato per la Fraternità di “vera autonomia” è in conflitto con il significato che il Vaticano dà alle parole “ vera autonomia”?
  • C’è il pericolo che la Fraternità finisca proprio come un altro gruppo (Ecclesia Dei) che direttamente o indirettamente è represso nel mantenere la Vecchia Messa ed è forzatamente dissuaso dal difendere pubblicamente la Fede Cattolica “tutta e intera” contro il presente assalto modernista liberamente diffuso dentro la Chiesa negli ultimi 50 anni?
  • Può la Tradizione operare pienamente sotto una gerarchia del “Novus Ordo”? 
Queste ed altre innumerevoli questioni dovranno essere risolte da Mons. Fellay prima che un qualche tipo di realistico accordo canonico possa essere raggiunto. La Fraternità non ha mai seguito un approccio pragmatico, ma si è sempre mossa dalla “dottrina”, il che significa che essa si muove da posizioni di forza. Io credo che la Fraternità continuerà la sua discussione lungo questa forte linea dottrinale.
Mons. Fellay sa che il carisma della Fraternità è quello del suo fondatore: difendere la Fede “tutta e intera”, senza compromessi, stando particolarmente attenti agli errori di oggi. Egli sa che il dovere del Sacerdote non richiede nulla di meno.
E’ dovere primario del Sacerdote guidarci nella battaglia per difendere la Fede. San Tommaso d’Aquino non lasciò ai laici il combattere i Manichei. San Francesco di Sales non lasciò ai laici il combattere il Protestantesimo. Noi laici dovremo fare la nostra parte, ma è proprio della natura del sacerdozio difendere pubblicamente la Fede.
E’ per questo che noi abbiamo amato l’Arcivescovo Lefebvre: egli ci ha guidato alla battaglia. Naturalmente ogni sermone non deve essere un assalto al Vaticano II ed alla Nuova Messa, ma è responsabilità del sacerdote indirizzare l’attenzione del suo gregge contro i determinanti errori che minano la Fede e distruggono le anime. E tragicamente il maggior attentato contro la Fede Cattolica ai nostri giorni viene dal Vaticano II, la gerarchia contemporanea, il rivoluzionario Papa Polacco che Benedetto ha appena beatificato.
Come potrà una Fraternità “regolarizzata” vedersi garantita la possibilità di combattere liberamente questa battaglia contro-rivoluzionaria?
Questa miriade di problemi ora pesano su Mons. Fellay e sulla Fraternità S. Pio X. Il considerare questo ci aiuterà a meglio comprendere perché Mons. Fellay ha chiuso la sua intervista richiedendo sempre più Rosari e preghiere per la Fraternità per ottenere “le grazie di luce e di forza di cui abbiamo bisogno più che mai”. 
19 Settembre 2011, Catholic Family News MPO Box 743  Niagara Falls – NY  14216 cfnjjv@gmail.com

venerdì 28 ottobre 2011

CHE VE NE PARE DI QUESTI, CHE HANNO OCCUPATO IL MIO CASTELLO?

All’indomani dell’infausta giornata d’Assisi, reiterazione dello scandalo delle due precedenti manifestazioni,  pubblico le parole del nostro amatissimo redentore Gesù a Santa Brigida.

Queste parole sono di un attualità incredibile e sono un monito per tutti quelli che continuano a sfidare nostro Signore, unico e solo padrone e re del cielo e della terra.
Per quanto tempo la Santa Madre Maria intercederà per noi?
Quanto a lungo il Signore avrà pietà di noi per intercessione della Madre di Dio  e Nostra Madre Maria Santissima?

Io sono il Creatore di tutte le cose. Io il re della gloria e il Signore degli Angeli. Io ho costruito per me un nobile Castello e vi ho posto i miei eletti. Ne scavarono le fondamenta i miei nemici e intanto prevalsero contro i miei amici, in quanto dai loro piedi legati al palo, verrà fuori il midollo. La loro bocca è percossa con i sassi e soffre fame e sete. E, di più, perseguitano il loro Signore. Già gli amici miei chiedono aiuto gemendo, la giustizia chiede vendetta, la misericordia dice di perdonare. Allora Dio stesso dice al celeste esercito presente: Che ve ne pare di questi, che hanno occupato il mio Castello? E tutti, quasi a una voce sola, rispondono: Signore, in te è ogni giustizia e tutte le cose in Te vediamo. Tu esisti, senza principio e senza fine, Figlio di Dio, a te è stato dato ogni giudizio, tu sei il loro Giudice. Ed egli dice: Sebbene tutto sapete in me e vedete, tuttavia per questa sposa presente dite un giusto giudizio. E quelli affermano: la giustizia è questa, che quelli che hanno scavato il muro, siano puniti come ladri. E quelli che persistono nella malizia, siano puniti come invasori. E quelli che son prigionieri siano liberati e gli affamati siano saziati.
Quindi parla la Madre di Dio Maria, tacendo della voce di prima e dice: Signor mio e Figlio carissimo, tu fosti nel mio grembo, vero Dio e uomo. Tu, per tua degnazione, santificasti me, vaso di terra. Ti supplico, abbi pietà ancora una volta di loro.

Allora risponde il Signore alla Madre: Benedetta la Parola della tua bocca. Essa sale davanti a Dio, come odore soavissimo. Tu sei la gloria degli Angeli e di tutti i Santi, perché da te è stato consolato Dio e sono rallegrati i Santi. E poiché la volontà tua fin dalla giovinezza era come la mia, così farò ancora una volta come vuoi tu.

E dice all'esercito: Perché voi combatteste virilmente, perciò, per la carità vostra ancora mi placherò. Ecco, per le vostre preghiere ricostruirò il mio muro. Salverò e sanerò quelli che sono stati sopraffatti dalla violenza e li ricompenserò cento volte tanto dell'offesa patita. E anche ai violenti darò pace e misericordia, se la chiederanno. Quelli che l'avranno disprezzata, proveranno la mia giustizia.
E ora ti spiegherò cosa significano queste cose. Il Castello, di cui ti ho detto, è la stessa santa Chiesa, costruita con il Sangue mio e dei miei Santi, cementata con il cemento della mia carità; in essa posi i miei eletti ed amici. Suo fondamento è la fede, e cioè il credere che io sono Giudice giusto e misericordioso. Ma ora è scavato il fondamento, perché tutti mi credono e predicano misericordioso, però quasi nessuno predica e crede che io sono giusto Giudice1. Essi mi ritengono quasi un giudice iniquo. Iniquo infatti sarebbe il giudice, che per misericordia mandasse impuniti gli iniqui, sicché opprimano ancora più i giusti. Ma io sono Giudice giusto e misericordioso, sicché non lascerò impunito neppure il minimo dei peccati, né senza ricompensa il minimo bene. Attraverso il muro scavato sono entrati nella santa Chiesa quelli che peccano senza timore, che negano la mia giustizia, tormentano gli amici miei come quelli che sono legati ai ceppi. Per gli amici miei stessi non c'è infatti gaudio e consolazione. Ma ogni obbrobrio e ogni dolore è dato a loro, come se fossero demoni. Se di me dicono il vero, sono confutati e accusati di menzogna. Desiderano ardentemente ascoltare e dire cose rette, ma non c'è chi li ascolti o chi le dica loro.

Io stesso, Signore e Creatore, sono bestemmiato. Dicono infatti: Non sappiamo se c'è Dio. E se c'è, non ce ne importa. Abbattono e conculcano il mio vessillo, dicendo: Perché ha patito? A che ci giova? Che dia a noi la nostra volontà e ci basta ed egli si tenga pure il suo regno e il suo cielo. Io voglio pur essere in loro, ma essi dicono: piuttosto moriamo, prima di lasciare la nostra volontà.

Ecco, mia sposa, chi sono. Io li ho creati e con una sola parola potrei distruggerli. Come si inorgogliscono contro di me! Ma ora per le preghiere della Madre mia e di tutti i Santi, sono ancora così misericordioso e paziente che voglio far arrivare a loro le parole, che uscirono dalla mia bocca e offrir loro la mia misericordia. Se la vorranno avere, mi placherò; altrimenti sperimenteranno la mia giustizia, in modo che saranno, come ladri, confusi pubblicamente davanti agli Angeli e agli uomini e saranno giudicati dagli uomini. Infatti come coloro che sono appesi alla forca sono divorati dai corvi, così costoro saranno divorati dai demoni e non consumati. Come coloro che, costretti al palo, non trovano pace, così questi soffriranno dovunque dolori e amarezze. Un fiume ardentissimo scorrerà nella loro bocca, né si sazierà il ventre, ma di giorno in giorno si rinnoverà il loro supplizio.

Ma gli amici miei saranno salvati e saranno consolati con le parole che escono dalla mia bocca. Vedranno la mia giustizia con la misericordia. Li rivestirò delle armi della mia carità e li farò così forti, che i nemici cadranno come argilla. E vedendo arrossiranno di vergogna perpetua, avendo abusato della mia pazienza.

                                                                             Stefano Gavazzi

Fonte: Rivelazione di Nostro Signore Gesù  a Santa Brigida di Svezia. LibroI, Capitolo V  

Note:
1.E’ veramente incredibile il modo con cui già a metà del 1300 descrisse gli attentati alla Chiesa ma soprattutto il modo con cui ormai è considerata la misericordia di Dio, cioè una sorta di “volemose bene” messa in atto da un bonaccione al quale tutto si può con la scusa che Egli è buono, pur essendo, di fatto, la egli la Bontà per essenza.
L’ecumenismo, quello falso modernista, assieme a tutti movimenti ecclesiastici, non fanno altro che parlare della resurrezione e della sua misericordia, dimenticando, oltre modo, che Egli è,  lo si voglia o no, giusto Giudice.
Di fatto questo modo di pensare si risolve in un atto di superbia dell’essere umano, il quale pensa, credendo che Dio salvi tutti indistintamente, malvagi e non, credenti e non, di essere più buono di Lui stesso, trattandolo di fatto come iniquo.
Si evince dalle medesime parole di Nostro Signore Gesù.

mercoledì 19 ottobre 2011

LE RAGIONI DI QUELO

Anche io in ottobre mi recherò pellegrino ad Assisi per portare ancora tra le genti le ragioni di Quèlo.
Quèlo nella precedente riunione interreligiosa del 2006

In questi tempi c’è grossa crisi, qua non sappiamo più quanto stiamo antanto su questa tera, non sappiamo quando stiamo facendo su questa tera, miagoliamo nel buio, stiamo antanto a dentoni, su questa tera ma la risposta non si deve cercare al di fuori ma dentro di noi però purtroppo è …..sbagliata.
C’è crisi c’è grossa crisi ma per adesso c’è Quèlo.
Non vedo quale possa essere il motivo che impedisca a chiunque di recarsi ad Assisi per pregare insieme alle altre religioni, non vedo la differenza tra Quèlo e Budda entrambi insegnano la pace e l’amore soprattutto, la seconda che hai detto.
Quale dunque la differenza tra Quèlo e allah entrambe sono invenzioni umane, quale la differenza? 
Forse il numero di adepti?
Abbiate pazienza dopo Assisi, dopo aver portato le ragioni di Quèlo numerosissimi accorreranno per apprendere la sua dottrina pregna di pace e amore.
Adesso non so bene se  andare per pregare insieme o insieme per pregare, ancora non l’ho capito ma per adesso c’è Quèlo.
Se qualcuno di voi vuol unirsi a me e partecipare, l’appuntamento è al baretto sul raccordo Perugia-Assisi all’altezza di Capodacqua di Assisi, mi si riconoscerà dall’accappatoio e, naturalmente, da……Quèlo!

                                                                                                          Stefano Gavazzi

sabato 15 ottobre 2011

Dei Verbum o "Dei verbum"?

Ci possono essere errori nel magistero della Chiesa?
Giudicatelo voi!
Si parla sempre dell’infallibilità del Concilio Vaticano II e siccome io non sono molto preparato, imparo dagli altri.
In questo caso possiamo essere certi che nel magistero del concilio vaticano II c’è almeno un errore. (in realtà di più)
Non mi risulta però che, i teologi allineati, quelle “menti elette” che si adoperano tanto dietro ai gradi dell’assenso dovuto agli insegnamenti (Sic!) del Concilio Vaticano II si siano prodigati per correggere tale gravissimo errore anzi bestemmia.
Spero che a nessuno venga in mente un’ermeneutica della continuità, in questo caso l’apostasia non sarebbe più silenziosa ma dichiarata.
Ecco cosa riporta la costituzione dogmatica (doppio Sic!) Dei Verbum o forse sarebbe il caso  “Dei verbum”, al punto 21:


La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli.
Insieme con la sacra Tradizione, ha sempre considerato e considera le divine Scritture come la regola suprema della propria fede”.
La bestemmia è chiaramente evidenziata dalla sottolineature. Infatti il Corpo di Cristo si adora, mentre la Sacra Scrittura si venera solamente!
Incredibile!
Vorrei chiedere a quelle “menti elette” a quale grado di dottrina si riferisce questa bestemmia?
Che tipo di assenso si deve a questo insegnamento?
In latino, nel testo originale, la bestemmia è ugualmente presente:
“Divinas Scripturas sicut et ipsum Corpus dominicum semper venerata est Ecclesia, cum, maxime in sacra Liturgia, non desinat ex mensa tam verbi Dei quam Corporis Christi panem vitae sumere atque fidelibus porrigere”.
Sicuramente questo è un errore indifendibile perché dimostra la malafede di chi stilò i documenti e la totale assenza di ispirazione da parte dello Spirito Santo. Non c’è da sorprendersi che oggi in alcuni seminari sia praticata l’adorazione della Sacra Scrittura e non quella dell’Eucaristia.

Non ci si stupisce, dunque, vedendo come pian piano si stia protestantizzando la dottrina cattolica, soprattutto con lo strumento dei movimenti ecclesiali, che nessuno abbia preso provvedimenti!
Evidente per loro è cosi!
Di fatto è ciò che fanno i protestanti con l'Eucarestia.
Il testo sopra riportato non è mio (sono mie le parti in blu) è apparso su sisinono del  15/03/2009 a firma di un attento e vero  lettore cattolico.
                                                                                              Stefano Gavazzi