sabato 27 ottobre 2012

NOTA STONATA

Comunicato del Distretto d’Italia della Fraternità San Pio X


 

In occasione della dolorosa esclusione di Mons. Williamson dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X, il Distretto italiano ribadisce che questa è stata giustificata da motivi puramente disciplinari, che duravano da più anni.

Voler collegare questo triste avvenimento ad una volontà di cedimento dottrinale nei confronti della “chiesa conciliare” è puramente arbitrario, calunnioso ed ingiustificabile alla luce della dichiarazione dell’ultimo Capitolo Generale e dei recenti avvenimenti, come anche il futuro dimostrerà in maniera inequivocabile.

Don Pierpaolo Maria Petrucci, superiore e tutti i sacerdoti del Distretto d’Italia della Fraternità San Pio X

Albano, 25 ottobre 2012

 

Mi permetto, Don Pierpaolo, di esprimere pubblicamente il mio dissenso per questo comunicato.

E’ da poco che Cristo Gesù mi ha dato la grazia di poter seguire il Santo sacrificio della Messa ed in circa due anni non mi sono mai intromesso nelle faccende della FSSPX e non ho mai chiesto a nessuno notizie privatamente comportandomi da fedele cattolico, stando come si suol dire “al proprio posto”, ciò non vuol dire, però, obbedire in maniera cieca, soprattutto in un momento di crisi spirituale come quello che vive la Chiesa in questi tempi.

Quindi riguardo al comunicato vorrei dire alcune cose.

Mi pare esatto sostenere che pensare ad un cedimento è “puramente arbitrario” ma mi sembra anche del tutto giusto ed in diritto di ogni persona farlo ed esternarlo nei dovuti modi e mi sembra altresì del tutto  fuori luogo parlare di calunnia, che è un peccato grave.

Mons. Fellay in persona, da documenti ed interviste ha esternato il suo pensiero e per quanto mi riguarda non vedo quale lesione della buona fama io possa aver arrecato a Mons. Fellay. (Calunnia)

Dico per quanto mi riguarda perché avendo scritto al priorato di Albano, poche e garbate righe di preoccupazione, senza alcuna risposta (non pretesa tra l’altro) mi sento inserito in quel “calunnioso”.

Inoltre non mi sembra “ingiustificabile” l’atteggiamento “arbitrariamente” denunciato, cioè con l’uso del proprio libero arbitrio, per chi teme un possibile cedimento, al contrario, a me pare giustificato proprio da Mons. Fellay e dai documenti stessi del capitolo generale.

Ho imparato proprio dai vostri studi il principio: “il concilio che spiega il concilio”.

Allora chiedo: come mai il capitolo generale spiega il capitolo, quando invece proprio Mons. Williamson dimostra la leggerezza dei 6 punti rispetto alle posizioni di Mons. Lefebvre? (Dichiarazione 21 novembre 1974)

Lei dimostra il non cedimento della FSSPX con la dichiarazione del capitolo, mi sembra la stessa cosa della situazione del concilio.

Beh dimostri il non cedimento partendo dalla posizione del vostro fondatore come il concilio V. II dovrebbe fare con la Tradizione.

Non è forse questo che si imputa ai modernisti vedere il concilio alla luce del concilio e non confrontandolo con la Tradizione?

“Noi non abbiamo ceduto perché lo dice il capitolo”.

Ora io non dico che tutti i sacerdoti della FSSPX abbiano ceduto o cederanno, anzi, ma Mons. Fellay lo ha fatto e a questo punto, se mai, dovremmo soltanto vedere se finalmente sia convinto dell’impossibilità di un accordo visto che lui stesso dichiara di essere stato ingannato.

Ma il dato di fatto è che la così detta “ala oltranzista” (non da voi) della FSSPX è stata tagliata, invece che, a seguito dell’esperienza, essere consolidata.

Mi sembra un’evidente contraddizione.

Certo lei ha ragione, vedremo nel tempo cosa ne sarà della FSSPX, ma il problema non è se lei cederà perché è la testa che comanda il corpo.

Come mai però in questo Corpo Mistico martoriato della Chiesa è lecito disobbedire al Papa per una legge superiore mentre nella FSSPX si deve obbedir sempre e comunque?

Eppure Mons. Fellay ha sbagliato!

Possiamo dire che non sia vero se è lui stesso che l’ammette?

Non sono io a dirlo!

Ancora, perché chi aveva avvertito o aveva intuito, con evidente maggior sapienza e lungimiranza, l’inaffidabilità della roma modernista deve essere tagliato invece di essere ringraziato visto che la sua disobbedienza poteva nascere proprio dalla mancanza di fiducia del capo nei propri confratelli?

Per amore di Gesù Cristo, suvvia, non trattatemi, non trattateci da sciocchi, voi sapete benissimo perché Mons. Williamson è stato tagliato e lo intuiscono anche molti fedeli.

Non volete dirlo?

Padronissimi, ma almeno non dite che è per questioni formali o di regole o per disobbedienza ecc. o ancora di più dare dei calunniatori a chi la pensa in maniera diversa dalla vostra e nel mio caso non si può dire neanche che io parteggi per l’uno o per l’altro. (chi mi conosce lo sa e sa che ho affidato l’anima di mio figlio nelle vostre mani)

Come scritto nella mia mail inviata ieri: “La roma modernista non avrà mai più me e la mia famiglia”

Ecco ciò che muove questo mio malessere e dissenso in tutta questa vicenda: Nessun accordo, per me, è possibile, con chiunque “non porti questa dottrina”.

Almeno in quel che sto scrivendo si darà atto che non ho detto che tutti hanno ceduto, mentre nel comunicato non si parla di “alcuni”.

Poi nel frattempo esce la notizia (sono andata a cercarla anche alla fonte e non ho avuto riscontri del sito DPA ma su due siti tedeschi, eccone uno: http://newsticker.sueddeutsche.de/list/id/1376378) che p. A. Steiner dichiara: “la decisione certamente faciliterà i colloqui”.

Non mi sembra, se ciò fosse esatto, in linea con quanto espresso dal distretto italiano.

Allora perché il semplice fedele deve essere considerato un calunniatore solo perchè semplicemente non pensa e non crede che le cose stiano nella maniera esposta nel precedente comunicato?

Stando così le cose chi mi dice veramente che non verrà mai fatto un accordo con la roma modernista?

Per quale motivo dovrei crederlo?

Posso giudicare solo quel che vedo e leggo!

Perché lo dice il capitolo?

Mi sembra un po’ poco.

Con tutta la stima e l’amore cristiano.

CVCRCI

                                                                                                          Stefano Gavazzi

giovedì 25 ottobre 2012

LETTERA APERTA:GRANDE MONS. WILLIAMSON

Pubblico da unavox.

Lettera aperta di S. E. Mons. Richard Williamson
vescovo della Fraternità San Pio X
a
S. E. Mons. Bernard Fellay
Superiore generale della Fraternità San Pio X
riguardo ad un’“esclusione”



La lettera è stata pubblicata sul settimanale francese Rivarol
il 26 ottobre 2012



l'impaginazione è nostra





Londra, 19 ottobre 2012

Eccellenza,
grazie per la vostra lettera del 4 ottobre, con la quale mi comunicate da parte vostra, del Consiglio Generale e del Capitolo Generale, la vostra “constatazione”, “dichiarazione” e “decisione” che io non sono più membro della Fraternità San Pio X.
Le ragioni da voi riferite che motivano la vostra decisione di escludere il vostro servitore sarebbero le seguenti:
ha continuato a pubblicare i “Commenti Eleison”;
ha attaccato le autorità della Fraternità;
ha fatto opera di apostolato indipendente;
ha seminato confusione tra i fedeli;
ha sostenuto confratelli ribelli;
ha disobbedito in modo formale, ostinato e “pertinace”;
si è separato dalla Fraternità;
non si subordina ad alcuna autorità.

Non possiamo riassumere tutte queste motivazioni e considerarle essenzialmente “disubbidienza”?
Certamente, nel corso di questi ultimi dodici anni, il vostro servitore ha espresso parole e gesti che sono risultati inappropriati ed eccessivi davanti a Dio, ma credo sarebbe stato sufficiente segnalarglielo perché se ne fosse scusato, secondo verità e giustizia.
Ma siamo altrettanto certamente d’accordo che il problema di fondo non si trova nei dettagli, ma si riassume in una sola parola: disobbedienza.

Allora, cominciamo analizzando quanti ordini più o meno sgradevoli del Superiore Generale il vostro servitore ha rispettato senza ribattere.
Nel 2003 ha abbandonato un importante e fruttuoso apostolato negli Stati Uniti per trasferirsi in Argentina.
Nel 2009 ha rinunciato al proprio incarico di direttore del seminario e ha lasciato l’Argentina per ammuffire in una mansarda di Londra, privato della parola e del ministero episcopale che gli era stato proibito.

Virtualmente non gli rimaneva che il ministero del “Commento eleison”, il cui rifiuto di sospensione rappresenta la parte essenziale di questa “disobbedienza” che gli viene rimproverata.
E a partire dal 2009 i Superiori della Fraternità si sono permessi di discreditarlo ed ingiuriarlo a loro piacimento, ed in tutto il mondo hanno incoraggiato ogni membro della Fraternità che ne avesse voglia a fare lo stesso.

Il vostro servitore non ha quasi reagito, preferendo il silenzio a qualsiasi confronto scandaloso. Si potrebbe persino dire che si è sforzato di non disubbidire.
Ma andiamo oltre, poiché il vero problema non è questo.

Allora, dove si trova il vero problema?

Per rispondere, permettete all’accusato di fare una rapida analisi della storia della Fraternità dalla quale si pretende che egli si stia separando.
In realtà, il problema centrale ha radici nel passato.

A partire dalla Rivoluzione francese della fine del XVIII secolo, in molti Stati un tempo cristiani si è imposto un nuovo ordine mondiale, concepito dai nemici della Chiesa per cacciare Dio dalla sua creazione. Si è cominciato sostituendo l’antico regime, dove il trono sosteneva l’altare, con la separazione tra Chiesa e Stato. Ne è derivata una struttura della società radicalmente nuova, difficile per la Chiesa, poiché lo Stato, ormai implicitamente ateo, ha cominciato ad opporsi con tutte le sue forze alla religione di Dio.
In realtà, la massoneria vuole sostituire il vero culto di Dio con il suo culto della libertà la cui neutralità in campo religioso non è che uno strumento (per raggiungere l’obiettivo).
Comincia così nei tempi moderni una guerra impietosa tra la religione di Dio, difesa dalla Chiesa Cattolica, e la nuova religione dell’uomo, liberata da Dio e liberale. Queste due religioni sono inconciliabili tanto quanto Dio e il demonio. Bisogna scegliere tra cattolicesimo e liberalismo.

Ma l’uomo non vuole scegliere, vuole la botte piena e la moglie ubriaca. Vuole entrambe le cose.
Quindi, sulla scia della Rivoluzione, Félicité de Lamennais inventa il cattolicesimo liberale e, da lì in poi, la conciliazione degli inconciliabili diventa il pane quotidiano all’interno della Chiesa.
Per 120 anni, la misericordia di Dio ha dato alla Sua Chiesa una serie di Papi, da Gregorio XVI a Pio XII, per la maggior parte perspicaci e risoluti, ma un numero sempre crescente di fedeli ha cominciato a propendere per l’indipendenza da Dio e per i piaceri materiali verso i quali il cattolicesimo liberale spingeva.
Una progressiva corruzione ha finito per coinvolgere vescovi e sacerdoti, allora Dio ha deciso di permettere loro di scegliere il genere di papi che garbava loro, ossia quelli che fanno solo finta di essere cattolici, ma che in realtà sono dei liberali, che parlano a destra ma agiscono a sinistra, che spiccano per la contraddizione, l’ambiguità, per la dialettica hegeliana, in parole povere per la menzogna.
Si tratta della neo-Chiesa del Vaticano II.

E non poteva che essere così.
Solo nei sogni si possono conciliare delle realtà incompatibili tra loro.
Ma Dio – parola di Sant’Agostino – non abbandona le anime che non vogliono abbandonarlo, quindi viene in soccorso di quelle poche anime che restano cattoliche e non vogliono seguire la molle apostasia del Vaticano II.
Suscita un vescovo che resisterà al tradimento del clero conciliare. Rispettando la realtà, evitando di conciliare l’inconciliabile, rifiutando di sognare, questo arcivescovo parla con tali chiarezza, coerenza e verità che il gregge riconosce in lui la voce del Divino Maestro.
La Fraternità sacerdotale che egli fonda per formare dei veri sacerdoti cattolici si avvia a piccoli passi, ma, rifiutando in modo risoluto gli errori conciliari ed il loro fondamento cattolico liberale, attira a sé ciò che resta dei cattolici autentici dal mondo intero, fino a formare la spina dorsale di tutto un movimento nella Chiesa che è detto Tradizionalismo.

Ora, questo movimento è odioso per gli uomini della neo-Chiesa che vogliono sostituire il cattolicesimo col cattolicesimo liberale. Con l’aiuto dei media e dei governi, fanno di tutto per screditare, ingiuriare e sopprimere il coraggioso arcivescovo. Nel 1976, Paolo VI lo “sospende a divinis”, nel 1988 Giovanni Paolo II lo “scomunica”. Questo arcivescovo importuna terribilmente i papi conciliari perché la sua parola di verità mina il loro reticolo di menzogne e mette a rischio il loro tradimento. E sotto i colpi della loro persecuzione, persino della loro “scomunica”, tiene duro e con lui il considerevole numero di sacerdoti della sua Fraternità.

Questa fedeltà alla verità fa si che Dio conceda alla Fraternità dodici anni di pace interna e di prosperità esterna.
Nel 1991, il grande arcivescovo muore, ma per nove anni ancora la sua opera si perpetua nella fedeltà ai principi antiliberali sui quali l’ha costruita.
Allora, cosa faranno i Romani conciliari per fare fronte a questa resistenza? Sostituiranno il bastone con la carota.

Nell’anno 2000, un grande pellegrinaggio della Fraternità per l’Anno Giubilare mostra per le strade e nelle Basiliche di Roma la pietà e la potenza della Fraternità. I Romani ne sono impressionati, loro malgrado.
Un cardinale invita i quattro vescovi ad un sontuoso pranzo presso di lui, invito accettato da tre di loro.
Subito dopo questo pranzo molto amichevole, i contatti tra Roma e la Fraternità, da dodici anni pressoché congelati, riprendono e con quelli l’opera di seduzione dei bottoni rossi e dei pavimenti in marmo.
I contatti riprendono tanto freneticamente che già alla fine dell’anno molti sacerdoti e fedeli della Tradizione temono una conciliazione tra la Tradizione cattolica ed il Concilio liberale.
Questa non avviene, ma il linguaggio del Quartier Generale della Fraternità a Menzingen comincia a cambiare e nei dodici anni a seguire si mostrerà meno ostile verso Roma e più benevola verso le autorità della Chiesa conciliare, verso i media ed il loro mondo.
E, man mano che la conciliazione degli inconciliabili viene preparata dalla testa della Fraternità, nel suo corpo di sacerdoti e di laici l’atteggiamento diventa pian piano più indulgente verso i papi e la Chiesa conciliari, verso tutto ciò che è mondano e liberale.
Dopo tutto, il mondo moderno che ci circonda è veramente così gramo come ci hanno voluto far credere?

Questa avanzata del liberalismo all’interno della Fraternità, percepita da una minoranza di sacerdoti e di fedeli, ma apparentemente invisibile agli occhi della grande maggioranza, si è svelata a molti nella primavera di quest’anno quando, in seguito al fallimento dei Colloqui Dottrinali della primavera 2011, la politica cattolica del “nessun accordo pratico senza accordo dottrinale” è diventata da un giorno all’altro “nessun accordo dottrinale, quindi accordo pratico”. E verso la metà di aprile il Superiore generale offre a Roma come base per un accordo pratico, un testo ambiguo, apertamente favorevole a questa “ermeneutica della continuità” che è la beneamata ricetta di Benedetto XVI per conciliare, precisamente, il Concilio e la Tradizione!.

“Occorre un pensiero nuovo” dirà il Superiore Generale nel mese di maggio ai sacerdoti del distretto austriaco della Fraternità. Ovvero, il capo della Fraternità fondata nel 1970 per resistere alle novità del Concilio, propone di conciliarla con il Concilio. Oggi essa è conciliante. Domani dovrà diventare pienamente conciliare!

Si stenta a credere che l’opera fondata da Mons. Lefebvre sia stata condotta a dimenticare, addirittura disprezzare i principi sui quali egli l’ha fondata, ma questo è il potere della seduzione delle fantasie del nostro mondo senza Dio, modernista e liberale.
Ciò nonostante, la realtà non si lascia influenzare dalle fantasie, ed è reale il fatto che non si possono demolire i principi di un fondatore senza demolirne anche la fondazione. Un fondatore ha delle grazie particolari che nessuno dei suoi successori ha. Come tuonava Padre Pio quando i Superiori della sua Congregazione provavano a “rinnovarla” secondo il nuovo pensiero del Concilio appena terminato: “Che cosa fate del Fondatore?”

Il Superiore Generale, il Consiglio Generale ed il Capitolo Generale della FSSPX hanno un bel conservare Mons. Lefebvre come mascotte, in realtà hanno un nuovo proposito, lontano dalle gravissime motivazioni per cui egli ha fondato la Fraternità. La stanno mandando in rovina almeno attraverso un tradimento oggettivo, assolutamente analogo a quello del Vaticano II.

Ma siamo giusti, e non esageriamo.
Fin dall’inizio di questa lenta caduta della Fraternità, ci sono sempre stati sacerdoti e fedeli che hanno capito e che hanno fatto il possibile per resistere. Nella primavera di quest’anno questa resistenza ha assunto consistenza e dimensioni tali da rappresentare un ostacolo al Capitolo Generale del mese di luglio, già sul cammino nefasto dell’accordo.
Ma riuscirà a tenere questo ostacolo? Temo di no.

Davanti ad una quarantina di sacerdoti della Fraternità riuniti in ritiro sacerdotale ad Ecône nel mese di settembre, il Superiore Generale, riferendosi alla sua politica romana, ha confessato: “Mi sono sbagliato”, ma di chi è la colpa?
“I Romani mi hanno ingannato.” Inoltre, ne è derivata “una grande sfiducia nella Fraternità” che occorrerà “riparare attraverso fatti e non solo parole”, ma di chi è la colpa?

Fino ad ora, il suo operato, a partire dal mese di settembre, ivi compresa questa lettera del 4 ottobre, mostrano che egli se la prende con i sacerdoti e con i laici che non hanno saputo fidarsi di lui, il loro capo.
Dopo il Capitolo, come prima dello stesso, rimane l’impressione che egli non tolleri nessuna opposizione alla sua politica conciliatrice e conciliare.

Ed eccola la motivazione per cui il Superiore Generale ha dato più volte l’ordine formale di chiudere i “Commenti eleison”.
In effetti, questi “Commenti “ hanno criticato a più riprese la politica conciliatrice verso Roma delle Autorità della Fraternità, ed implicitamente le hanno attaccate. Ora, se in questa critica ed in questi attacchi si trovano delle violazioni alla regola del rispetto dovuto al loro ufficio e alle loro persone, ne chiedo volentieri perdono a chi di diritto, ma credo sia sufficiente rileggere i numeri in questione dei “Commenti” per constatare che la critica e gli attacchi sono rimasti di norma impersonali, poiché in ballo c’è ben altro che solo delle persone.

E, in quanto al grande problema che va ben oltre alle persone, consideriamo la gran confusione che regna attualmente nella Chiesa e nel mondo, e che mette in pericolo la salvezza eterna di un’infinità di anime.
Non è forse dovere di un vescovo scovare le vere radici di questa confusione, e denunciarle pubblicamente?
Quanti vescovi nel mondo intero vedono chiaro come vedeva Mons. Lefebvre, e danno un insegnamento che corrisponde a tale chiarezza?
Quanti tra loro ancora insegnano semplicemente la dottrina cattolica?
Pochissimi, vero?
E allora, è questo il momento di cercare di fare tacere un vescovo che lo fa, cosa testimoniata dalla quantità di anime che si aggrappano ai “Commenti” come ad una ancora di salvezza?
E come in particolare un altro vescovo può volerlo zittire, lui che ha dovuto ammettere davanti ai suoi sacerdoti che sulle stesse grandi questioni si è lasciato ingannare, e questo per molti anni?

In più, se il vescovo refrattario si è effettivamente dato – per la prima volta in quasi 4 anni – un apostolato indipendente, come lo si può rimproverare di avere accettato un invito, indipendente dalla Fraternità, a cresimare e a predicare una parola di verità?
Non consiste proprio in questo la funzione stessa di un vescovo?
La sua parola in Brasile sarà stata di “confusione” solo per quelli che seguono l’errore confessato ed evocato poco innanzi.

E se da qualche anno egli sembra separarsi dalla Fraternità, è vero, ma egli si separa dalla Fraternità conciliare e non da quella fondata da Mons. Lefebvre.

E se sembra mostrarsi insubordinato ad ogni esercizio di autorità da parte dei capi della Fraternità, è ancora vero, ma solo rispetto a quegli ordini che vanno contro agli obiettivi per i quali essa è stata fondata.

Di fatto, per quale altro ordine, se non quello di chiudere i “Commenti Eleison”, è possibile affermare che egli si sia reso colpevole di disobbedienza “formale, ostinata e pertinace”? Ne esiste un altro solamente?
La disubbidienza di Mons. Lefebvre, rivolta unicamente ad atti d’autorità dei capi della Chiesa di natura tale da distruggere la Chiesa, è stata più apparente che reale.
Analogamente, la “disubbidienza” di colui che non ha voluto chiudere i “Commenti” è più apparente che reale.

Poiché la storia si ripete e il diavolo torna sempre alla carica. Esattamente come ieri il Concilio ha voluto conciliare la Chiesa cattolica ed il mondo moderno,
così oggi possiamo dire che Benedetto XVI ed il Superiore Generale vogliono, entrambi, conciliare la Tradizione cattolica ed il Concilio;
così domani, se Dio non interviene nel frattempo, alcuni capi della Resistenza cattolica cercheranno di riconciliarla con la Tradizione ormai conciliare.

Brevemente, caro Signor Superiore Generale, voi ora potete procedere alla mia esclusione, poiché i miei argomenti certamente non vi avranno persuaso, ma questa esclusione sarà più apparente che reale.

Io sono membro della Fraternità di Mons. Lefebvre per il mio impegno perpetuo. Io sono uno dei suoi sacerdoti da 36 anni.
Io sono uno dei suoi vescovi, come voi, da quasi un quarto di secolo.
Questo non si cancella con un tratto di penna, per cui membro della Fraternità io lo resto.

Se voi foste rimasto fedele alla sua eredità e se fossi stato io infedele, volentieri riconoscerei il diritto ad escludermi. Ma stando così le cose, io spero di non mancare di rispetto il vostro ufficio se suggerisco che per la gloria di Dio, per la salvezza delle anime, per la pace all’interno della Fraternità e per la vostra stessa salvezza eterna, che voi fareste meglio a dimettervi da Superiore Generale piuttosto che escludermi.

Che il Buon Dio vi dia la grazia, la luce e le forze necessarie per compiere un tale atto insigne di umiltà e di devozione al bene comune di tutti.

Quindi, come ho spesso concluso le lettere che vi ho spedito nel corso degli anni,
Dominus tecum.

+ Richard Williamson

PRIMO PASSO VERSO ROMA: L’ESPULSIONE DI BDW

Poche righe per esprimere tutta la delusione e l'amarezza di questo gesto.
Cui prodest?

A Roma se la stanno ridendo e forse anche qualcuno all’interno della FSSPX.

L’espulsione di Mons. Williamson sembra proprio il segnale di un’epurazione per il raggiungimento dell’obiettivo di Mons. Fellay, un segno chiaro verso Roma.

“Ecco fatto così volevate così ho fatto!”

“Complimenti, ben fatto!”

Scommettiamo (si fa per dire) che fra qualche tempo Roma chiamerà?

Chi ci dice che non sia stato tutto messo a tavolino?

La testa di Williamson in cambio del riconoscimento canonico.

Vista l’oscurità della faccenda nulla vieta di pensare che sia stato tutto combinato.

Roma (modernista) chiede la testa di Mons. Williamson, Mons. Fellay la concede ed in cambio chiede a Roma (modernista) di far credere che sia lei a cedere alla Fraternità.

Roma (modernista) ottiene il suo scopo, fagocitare la FSSPX, Mons. Fellay ottiene il suo riconoscimento canonico tutto sommato fine inesorabile della FSSPX.

Mi sbaglio?

Speriamo!

Ma il primo passo verso Roma (modernista) è stato fatto!

Altre ipotesi non ne vedo, a meno che non ci dicano la verità!
Allo stato delle cose non si riesce a comprendere quale sia il "bene comune " che la Fraternità trarrebbe dall'espulsione di Mons. Williamson.
Saremmo lieti se ce lo facessero capire.
Per ora mi sembra che l'unico bene si possa intendere solo come l'accordo con Roma (modernista) di cui Mons. Williamson evidentemente risulta essere pietra d'inciampo.

 
                                                                                                          Stefano Gavazzi
 
APPOGGIO INCONDIZIONATO A MONS. WILLIAMSON.
MONS. PREGHERO' SEMPRE PER LEI!
MARIA SEDES SAPIENTIAE ORA PRO NOBIS!

venerdì 28 settembre 2012

Il disastro Müller

Ricevo da unavox e pubblico questo interessante e breve articolo che fa il paio con "le cantonate di cantonale".

di Christopher A. Ferrara
Articolo pubblicato su Catholic Family News


Non ci sono alternative: umanamente parlando, la nomina di Papa Benedetto del vescovo di Ratisbona Gerhard Ludwig Müller a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) è un disastro per la causa della restaurazione cattolica nel contesto della devastata vigna del post Vaticano II che ha “rinnovato” la Chiesa.

A mio avviso, il problema non è tanto che gli scritti di Müller contengano delle dichiarazioni che minano i dogmi della transustanziazione e della perpetua verginità di Maria. Lascerò ad altri il compito di accertare, sulla base dell’opportuno esame dei testi originali tedeschi visti nel loro contesto, se Müller abbia espresso eresie definitive, proposizioni temerarie o qualche tipo di errore teologico.
Per quanto mi riguarda, gli ultimi scritti di Müller non sono più o meno problematici delle numerose sorprendenti dichiarazioni che si possono trovare nei lavori dell’ex cardinale Ratzinger, che sono state esaminate nel mio libro The Great Façade e in molti altri lavori. Per esempio, vi è l’affermazione del cardinale Ratzinger in Introduzione al Crisianesimo, ove si dice (Queriniana, Brescia, 1986, p. 296): «Paolo [San Paolo] afferma dottrinalmente non la risurrezione dei corpi, bensì quella delle persone». No, non lo fa! Egli afferma che saranno esattamente i nostri corpi fisici – trasfigurati, certo – che sorgeranno dalla tomba nel giorno del Giudizio. Ed è quello che afferma la nostra fede sulla resurrezione del corpo, e non della “persona”.
[su questo argomento si vedano gli studi di Mons. Tissier de Mallerais: La fede in pericolo per la ragione e Il mistero della Redenzione secondo Benedetto XVI]

La preoccupazione più immediata riguardo a Müller è che, come capo della CDF, sarà responsabile del processo di “regolarizzazione” della Fraternità San Pio X, sulla base di un “Preambolo dottrinale” che è stato oggetto di interminabili negoziati ed emendamenti, più adatti ad un accordo ad alto livello di fusione ed acquisizione societaria che al semplice riconoscimento del dato reale che gli aderenti alla FSSPX sono cattolici e che quindi non ci dovrebbe essere alcun indugio.

Nel 2009, al giornale tedesco Zenit-online, Müller ha dichiarato: «La Fraternità San Pio X deve ritornare interamente sul terreno della Chiesa cattolica e riconoscere l’autorità del Papa, le decisioni del Concilio Vaticano II e l’attuale legge della Chiesa. Se lo fa, accetta anche che il seminario di Zaitzkofen ricada sotto la supervisione della diocesi di Ratisbona. Il seminario dovrebbe essere chiuso e gli studenti – se sono idonei - dovrebbero andare in un seminario del loro paese d’origine».

Questo è l’uomo che è stato scelto per sovrintendere al processo di “regolarizzazione” della Fraternità. In realtà sembra che cercherà di distruggerla!
E mentre Müller dichiara che i cattolici aderenti alla FSSPX devono “riconoscere l’autorità del Papa” – cosa che questi fanno già – contemporaneamente rende omaggio ai membri delle assortite denominazioni protestanti come facenti parte della Chiesa! Afferma infatti: «Il battesimo è il segno fondamentale che ci unisce sacramentalmente in Cristo e che ci presenta come una sola Chiesa di fronte al mond. Perciò noi cristiani cattolici ed evangelisti siamo già uniti anche in quella che chiamiamo Chiesa visibile».

Questo è puramente e semplicemente un falso insegnamento.
Secondo quanto dichiarava il Papa Pio XI solo 34 anni prima del Vaticano II, nella Mortalium animos che condannava il nascente “movimento ecumenico”, il Concilio avrebbe inspiegabilmente accolto un disastroso errore di giudizio prudenziale:
Essendo il corpo mistico di Cristo, cioè la Chiesa, uno, ben connesso e solidamente collegato, come il suo corpo fisico, sarebbe grande stoltezza dire che il corpo mistico possa essere il risultato di componenti disgiunti e separati. Chiunque perciò non è con esso unito, non è suo membro né comunica con il capo che è Cristo. Orbene, in quest’unica Chiesa di Cristo nessuno si trova, nessuno vi resta senza riconoscere e accettare, con l’ubbidienza, la suprema autorità di Pietro e dei suoi legittimi successori.

Come per confermare il suo falso insegnamento con i fatti, Müller ha recentemente somministrato una “benedizione” congiunta con un “vescovo” luterano, che in realtà non è altro che un laico in costume da vescovo ed è del tutto privo dell’Ordine sacro, esattamente come la “chiesa” luterana non rienta nella successione apostolica, interrotta con la rivolta di Lutero.
Ecco Müller al lavoro:


Questo “vescovo” luterano, tra l’altro, appartiene alla Chiesa Evangelica di Germania (EKD): una federazione di luterani, calvinisti ed altri consimili “corpi ecclesiali”, all’interno della quale vengono ordinate delle donne “vescove”. Una di queste ridicole “vescovesse”, Margot Kaessman, si è dimessa di recente, dopo essere stata arrestata per guida in stato di ubriachezza, ma ovviamente, secondo l’Ecumenical News international [ENI] continuerà ad essere una “pastora”.

Quindi, adesso ci ritroviamo a capo della Congregazione che rappresenta la più alta autorità dottrinale della Chiesa, un prelato che sostiene che i cattolici del tutto ortodossi della Fraternità San Pio X non sono veramente cattolici, mentre si compiace di farsi vedere a fianco di un falso vescovo luterano mentre impartisce insieme a lui la benedizione – un cosa che non sarebbe neanche passata per la mente ad uno dei veri vescovi della Fraternità, che lui tratta da paria.

Le buffonate di Müller sono esattamente ciò che Suor Lucia intende con “diabolico disorientamento” nella Chiesa. Questo genere di cose sono tipiche di quella ecumenico-mania che ha travolto la Chiesa a partire dal Concilio.
Non è la Fraternità che abbisogna di “relogarizzazione”, quanto piuttosto l’apparato vaticano e gran parte dell’alta gerarchia che hanno chiaramente smarrito la loro strada. Intendo dire che per prima cosa Müller dovrebbe regolarizzare se stesso!
Fu il cardinale Luigi Ciappi, teologo personale di quattro papi, tra i quali Giovanni Paolo II, che un giorno mise sull’avviso: «Nel Terzo Segreto [di Fatima] viene predetto, tra molte altre cose, che la grande apostasia nella Chiesa inizierà dall’alto». E questo è quello a cui abbiamo assistito esattamente a partire da quel fatidico 1960, quando il terzo segreto avrebbe dovuto essere rivelato per la nostra sicurezza e come guida durante la crisi ecclesiale senza precedenti che sarebbe sopraggiunta.

Nostra Signora di Fatima, intercedi per noi!

venerdì 21 settembre 2012

CATECHISMO ALLA BOLZANESE (PARTE II)


Propongo in questo breve articolo l’ultima parte delle aberranti affermazioni del libro: Ma dove si nasconde Dio? Libro Curato da Eugen Runggaldier edito nel 2011 da Athesia e approvato, a quanto pare, dalla diocesi di Bolzano.
In queste righe verranno trattati i temi riguardanti la presenza di Gesù, il male e, non poteva mancare l’ecumenismo.
Alcune risposte non verranno commentate, a che servirebbe?
24) Il diavolo abita all’inferno?
Risposta anche questa facile facile:SI!
Certo si potrebbe aggiungere qualche cosa su di esso, magari spiegare perché “abita”, anche per il termine usato che di per sé errato e comunque da correggere.
Invece:Esistono nel nostro mondo cose oscure e cattive. Di alcune e lo sappiamo, siamo noi i diretti responsabili. Ma facciamo anche esperienza che ciò che minaccia e distrugge la nostra vita è un potere fuori di noi al quale siamo esposti. (strabiliante, semplice e chiara risposta da somministrare ad un bambino, certo è più difficile dirgli che è all’inferno perché si è ribellato a Dio)
Nella Bibbia tale potere viene denominato “diavolo”. Cosa?????
Un potere??? Il diavolo è una persona (in base alla definizione boeziana) esiste ed è reale come me e quelli che hanno scritto questa eresia!
Il diavolo è il nemico giurato dell’uomo!
Ma non è finita qui: Quando diciamo (chi? Voi eretici) che il diavolo abita all’inferno, intendiamo dire: là dove l’uomo è separato da Dio, dove la sua vita è minacciata nel più profondo e diviene un “inferno”, là sta male. Che spettacolo il linguaggio aperto alla modernità, ma che possono imparare i bambini con questi discorsi, poi, la sua vita è minacciata? All’inferno ci si sta per l’eternità, la minaccia è finita rimane solo la pena dopo la condanna.
Oltre tutto l'inferno è un luogo fisico!
Possiamo però avere fiducia che nelle mani di Dio stiamo al sicuro. La fede nutre e incoraggia la nostra certezza che Dio vincerà il male e che ci aiuterà ad essere aperti al bene. Anche questa una risposta glissata non inerente la domanda.
33) In chiesa tutti parlano con Gesù. Ma lui dov’è?
Oggi non possiamo più vedere Gesù così come lo vedevano i suoi discepoli. Tuttavia noi crediamo: Dio non abbandonato Gesù dopo la sua morte (ma che c’entra questo), gli donò invece una nuova vita (? Ricordo che Gesù è Dio ed ha il potere di riprendersi la sua vita come scritto in Gv 10:18, sembra davvero si parli solo di un semplice uomo). Gesù è presente e ci accompagna, anche se non lo possiamo vedere.
Egli è tra noi quando ci riuniamo per celebrare la Santa Messa. Egli è con noi quando ci perdoniamo reciprocamente e ci scambiamo la pace. Egli è presente quando ascoltiamo la parola di Dio e ci domandiamo: cosa vuole dirci Dio con queste parole? Egli è presente, quando siamo riuniti nel suo nome.
INCREDIBILE L’UNICO MODO IN CUI REALMENTE, FISICAMENTE E’ PRESENTE NON VIENE NOMINATO.
Appendice al punto 33.
17) Come fa Gesù ad entrare nel pane?
…….Gesù sapeva che egli non sarebbe rimasto visibile per sempre in mezzo agli uomini.
Per questo preparò una cena d’addio e diede poi l’incarico di continuare, anche in futuro, a celebrare questa cena…….Per questo noi cristiani continuiamo a celebrare “l’eucarestia”, soprattutto la domenica, e crediamo che il Risorto, nei doni del pane e del vino, è presente tra di noi.
Che dire?
Ultimi tre dolorosi punti.
Nel mezzo la citazione eretica di Nostra Aetate.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
36) Dio è triste, se la domenica non vado a messa?
La messa domenicale rappresenta per la comunità cristiana la celebrazione più imposrtante. Insieme celebriamo la resurrezione di Gesù (ERESIA approvata dal Vescovo) e durante la celebrazione della messa ci infondiamo vicendevolmente coraggio (Niente più sacramento né grazia santificante, ma noi ci infondiamo coraggio, l’uomo che fortifica l’uomo. ERESIA approvata dal vescovo), poiché siamo convinti che Dio è parte della nostra vita. ( a me non sembra!)
Egli ci libera da ogni pericolo.
Ci riuniamo intorno all’altare, ascoltiamo la sua parola, e nella comunione sperimentiamo che Gesù Cristo è presente tra di noi (affermazione sospetta di ERESIA).
Se io non ci sono, non è che manchi qualcosa a Dio. (Concezione neocatecumenale del peccato)
E’ a me, che piuttosto viene meno qualcosa, per cui dovrei essere io a sentirmi triste ( più che triste addolorato visto che con il peccato mortale, perché si tratta della violazione del 3° comandamento, si perde la grazia santificante e l’amicizia con Dio e si ha la morte dell’anima colpa per la quale si va all’inferno, anzi scusate si“abita”.
Dulcis in fundo.
49) Anche gli animali vanno in cielo?
Quando un animale a cui vogliamo bene muore, siamo tristi. Ci chiediamo perché abbia dovuto morire, nessuno sa dare una risposta che ci consoli.
Come gli animali tutto ciò che vive deve morire. E’ per noi consolante (allora c’è una risposta consolante) credere che Dio desidera sempre la vita. Così egli porterà a compimento tutto ciò che vive – uomini, animali, piante e il mondo intero – cioè lo renderà meraviglioso sempre.
Che vuol dire che pure gli animali e le piante vanno in paradiso?
Che strano modo di parlare, comunque il bambino che legge crede che gli animali andranno in paradiso altrimenti non ci sarebbe bisogno di fare queste affermazione, alla domanda basterebbe anche qui rispondere con un semplice: NO!
Ora questo linguaggio ambiguo non ci consente di affermare con chiarezza che questi tizi abbiano scritto eresie (salvo il caso precedente), se interrogati direbbero:”le nostre parole sono state fraintese” o roba del genere, visto che tutto il loro parlare fluttua tra la Verità e l’eresia a loro piacimento ma non a quello di Nostro Signore Gesù che legge anche nei loro cuori.
SANTA DEI GENITRIX ORA PRO NOBIS!
Stefano Gavazzi

giovedì 20 settembre 2012

ESPLODE LA VIOLENZA DEL MONDO ISLAMICO: I POLITICI OCCIDENTALI FANNO A GARA A CHIEDERE SCUSA PER IL FILM BLASFEMO SULL'ISLAM

Dobbiamo anche noi bruciare le ambasciate e uccidere perché qualcuno chieda scusa per il film blasfemo sul cristianesimo premiato al Festival del Cinema di Venezia?
di Roberto de Mattei
E' difficile immaginare un oltraggio contro la fede cristiana più blasfemo e provocatorio di quello che si è avuto al Festival del Cinema di Venezia il 31 agosto con la proiezione del film "Paradise Faith", Fede nel Paradiso, di Ulrich Seidl, film che ha il suo punto culminante in una sequenza in cui la protagonista, l'attrice Maria Hoffstatter, si dedica all'autoerotismo utilizzando come strumento un crocifisso. (ho censurato io perchè è insopportabile l'affront) E' inutile entrare nei particolari, che sono raccapriccianti, ma sarà bene ricordare che per un cristiano non c'è simbolo più sacro del Crocifisso, che rappresenta Gesù Cristo, l'uomo-Dio, morto sulla Croce per redimere i peccati degli uomini. Tutta la fede cristiana si riassume nella predicazione di Cristo crocifisso.
Lo scandalo di Venezia non è un episodio isolato, ma si inserisce in un quadro di cristianofobia dilagante. Lo spettacolo teatrale di Romeo Castellucci Sul concetto di Volto di Dio, messo in scena a Milano a gennaio, ha aperto quest'anno le danze. Il Festival di Venezia però è una ben più ampia cassa di risonanza, una vetrina internazionale, che ha visto accorrere giornalisti di tutto il mondo, per riferire senza alcuna indignazione della proiezione del film blasfemo, che ha avuto il premio speciale dalla Giuria.
La Santa Sede, il 12 settembre è intervenuta con un comunicato dal tono fermo: "Il rispetto profondo per le credenze, i testi, i grandi personaggi e i simboli delle diverse religioni è una premessa essenziale della convivenza pacifica dei popoli". A dichiararlo è stato padre Federico Lombardi, portavoce della Sala Stampa Vaticana, che non si è riferito però alla blasfemia di Venezia, ma ad un altro film, Innocence of muslims, prodotto in America e considerato alle origini delle violente manifestazioni in Libia ed in altri paesi arabi.
"Le conseguenze gravissime delle ingiustificate offese e provocazioni alla sensibilità dei credenti musulmani - ha scritto in una nota padre Lombardi – sono ancora una volta evidenti in questi giorni, per le reazioni che suscitano, anche con risultati tragici, che a loro volta approfondiscono tensione ed odio, scatenando una violenza del tutto inaccettabile". Quanto è accaduto in Libia non sarebbe stato pianificato da mesi da Al Qaida in odio all'Occidente, ma sarebbe stato l'inevitabile conseguenza di "ingiustificate offese e provocazioni alla sensibilità dei credenti musulmani". Ma perché non vengono definite "ingiustificate" le offese e le provocazioni alla sensibilità dei credenti cattolici come quelle del Festival di Venezia? Solo perché non provocano conseguenze, né gravissime, e neppure modestissime?
Ben pochi hanno ricordato che quanto è accaduto, nella città di Bengasi, è la conseguenza non dell'insulso film anti-Maometto, ma della politica franco-americana di cessione del Medio Oriente all'Islam, che, per nemesi storica, ha avuto il suo momento principale proprio nel sostegno dato dalla Nato ai fondamentalisti di Bengasi contro Gheddafi. E se tutto il mondo ha protestato contro il film anti-islamico, che per ora è semi-clandestino, e presumibilmente non sarà mai proiettato, nessuno ha protestato contro il film anticattolico, che ha avuto tutte le luci della ribalta ed è destinato a larga circolazione, senza alcuna opposizione.
Il vero problema oggi è questo. Non esiste solo la persecuzione dei cristiani nelle terre di Islam, esiste anche la cristianofobia in Occidente. Ma soprattutto esiste l'arrendismo e la complicità dell'Occidente di fronte a questa cristianofobia. L'autolesionismo degli ambienti ecclesiastici fa parte purtroppo di questo sistema di complicità.
Il Beato Marco d'Aviano sulle colline del Kahlenberg, che dominano Vienna, brandiva il Crocifisso come strumento di lotta e di vittoria, per incitare i combattenti cristiani a liberare la città occupata dai musulmani. Oggi il Crocifisso è ridotto a strumento di sordido piacere da una società edonista che si autodistrugge consegnandosi all'Islam.
Fonte: Corrispondenza Romana, 17 settembre 2012
Pubblicato su BASTABUGIE n.263

GRANDE PROF: DE MATTEI

martedì 18 settembre 2012

Ossessione sesso. Il cancro dell'occidente liberale.

Riporto con un pò di ritardo un bellissimo articolo del mio amico Sandro Pasquino, che saluto, che condivido pienamente.

Ciao Sandro!



Uno dei cavalli di battaglia della Massoneria e del pensiero antireligioso e' quello di dipingere il Cristianesimo come falso e bigotto con la sua morale sessuale rigida e chiusa causa di ossessioni e reazioni opposte ai dogmi imposti. Insomma, un ambiente formalmente sessuofobico che nasconderebbe invece ipocrisia , frustrazioni e depravazioni.
La morale reppubblicana liberale invece promette la liberta' sessuale sotto la protezione della ragione umana che salverebbe la societa' dai mostri del Cattolicesimo e dall'oscurantismo della Chiesa Cattolica. Un mantra che si e' rivelato un grande inganno e mai come ora e' possibile trovare le prove di tale insuccesso.

Non e'un caso se durante la Rivoluzione Francese fu' profanata la Cattedrale di Notre Dame facendo salire una ballerina sull'altare , un 'antesignana delle moderne veline , che ben spiega il basso livello del pensiero liberare e libertino. E se osserviamo il quadro simbolo della Rivoluzione Francese di Eugène Delacroix notiamo la donna , rappresentantante la "Liberta'", portare la bandiera francese a seno nudo nell'atto di spronare i rivoltosi.

Viene innanzitutto da precisare che il berretto frigio che la procace femmina indossa e'importato, non a caso, dal Dio Mitra, nota divinita' anticristiana contraddicendo la millantata laicita' della "Dea ragione". Un occhio attento noterebbe che la scena pittorica e' alquanto ridicola dato che la si puo'interpretare come un branco di utili idioti spronati da promesse sessuali di chissa' quali festini alla fine della lotta.

Ma se colleghiamo i simboli con le prodezze della ballerina di Notre Dame viene da pensare che i frustrati sono proprio i repubblicani liberali . Viene anche automatico il collegamento con le gesta risorgimentali garibaldine dato che la conquista di Napoli fu' sugellata con un bel festino nel bordello della San Giovannara notoriamente frequentato da rivoluzionari e camorristi. Un bell'ambientino insomma ! Sembra di aver scoperto le fondamenta del Parlamento Italiano, con le sue pornostar Ilona Staller, travestiti Luxuriosi e numerosi nani e ballerine circondate da mafiosi e massoni.

La rivoluzionaria Parigi era la capitale del sesso e del"Bourlesque" con i suoi intellettuali e politici frequentatori di bordelli, teatri e ballerine. Da notare che non si poteva essere arrestati nel mentre di un amplesso , sarebbe stata una profanazione!!! Ora invece li arrestano dopo i festini con i trans a base di cocaina. La giustizia ha fatto progressi.

Il sesso sembra quindi un'ossessione dei salvifici rivoluzionari , d'altra parte la morale Cattolica faceva scarseggiare la selvaggina ed infatti in quei tempi cosidetti medioevali era infatti buon uso proteggere mogli e figlie . Ora invece padri e mariti vanno in giro con mogli e figlie vestite come prostitute e sono anche orgogliosi.

La rivoluzione sessuale 68ina ed il femminismo hanno dato il colpo di grazia ad una societa' sull'orlo della depravazione , hanno decretato la condanna della donna ad oggetto sessuale. Il sesso e'ovunque e proposto in modo malizioso, film, televisione musica e giornali. Tutto viene visto in chiave sexy ed hot, bondage , sadomaso e fetish ed anche lo sport, le olimpiadi con le notizie relative al sesso prima della gara , alla quantita'di preservativi usati, alle gesta notturne di campioni e calciatori fino alle rivoluzionarie della vagina in arte "Pussy Riots "difese dalle spronanti portatrici della bandiera della liberta': le cantanti Madonna e Lady Gaga. Un'ossessione . Perfino i comunisti avevano capito l'andazzo ed anche se si sollazzavano con le "compagne" alla fine cercavano mogli cattoliche...sembra perche' erano piu' serie. Ipocriti e bigotti!



Le donne rivendicano la liberta', la modernita', il diritto di prenderti a cosce e seni in faccia e non sanno che il bikini non e'stata una conquista moderna, i mosaici romani mostrano gia' donne in archeologici costume due pezzi ! Sappiamo benissimo come e' finito l'Impero Romano con la sua decadenza e depravazione ,orge , pedofilia ed 'omosessualita' . Pertanto niente di nuovo e rivoluzionario, i soliti vizi che da sempre hanno rovinato l'umanita', gli imperi, le civilta'.....sino a quando il Cristianesimo non mostro' la via.


Questa rivoluzione sessuale devasta i giovani sin dalla scuola con l'educazione sessuale, corrompe le famiglie e sterilizza la societa' che non fa' figli. Semprerebbe un controsenso, tanto sesso e pochi figli,ed invece e' matematico.I figli sono un impedimento per il divertimento ed i piaceri ed una donna gravida e' un peso , un ostacolo e quindi, in aiuto , sono arrivati divorzio ed aborto , il lavoro assicurato e le quote rosa, tutto fornito e protetto dallo Stato aspese nostre per permettere la loro vita sessualmente appagante. Oramai la morale dell'Occidente va'di pari passo con la grandezza degli indumenti intimi femminili e la vendita di materiale pornografico . Dalle mutande della nonna al niente addosso! L'uomo bestia e' pronto per il nuovo governo mondiale. Mai vista tanta depravazione ed indecenza, eppure siamo in uno stato laico, chi segue piu' il Cattolicesimo? Ed allora come si spiega tale ossessione per il sesso ,tale malizia? Non era il superamento dei dogmi Cattolici la soluzione per una nuova civilta' contro l'oscurantismo medioevale?

Purtroppo anche nel mondo Cattolico certe idee rivoluzionarie si sono infiltrate e sentiamo anche un certo clero modernista difendere l'omosessualita', il matrimonio dei sacerdoti, la sessualita' fuori del matrimonio cosi' come certe devianze sessuali come la pedofilia hanno fatto vittime innocenti. Noi Cattolici dobbiamo combattere sensa indugio.

Il carbonaro massone Nubius dichiarava:"Fate dei cuori viziosi e voi non avrete più cattolici. Ma perché sia profonda, tenace e generale, la corruzione delle idee deve cominciare fin dalla fanciullezza, nell'educazione. Per corrompere bisogna che i nostri figli realizzino l'idea del nudo".

Aldous Huxley, fratello del primo direttore dell'Unesco, promotore dell'LSD e guru del 68 americano, amico del satanista delle rockstar Aleister Crowley e membro del Centro Studi sulla Persona Umana in Francia a fianco della pedagoga Montessori ebbe a dichiarare : "Man mano che la liberta' politica ed economica diminuisce, la liberta' sessuale ha tendenza ad accrescersi a titolo di compenso. E il dittatore sara' bene accorto ad incoraggiare questa liberta'. Aggiungendosi al diritto di sognare sotto l'influenza della droga,del cinema, della radio,essa contribuisce a riconciliare costoro con la schiavitu' che e' il loro destino".

Non meravigliamoci. Dicono che e' colpa della Chiesa Cattolica!...Sempre!



Sandro Pasquino