martedì 23 settembre 2014

Comunicato della Casa Generalizia della Fraternità Sacerdotale San Pio X


 
Comunicato della Casa Generalizia
della Fraternità Sacerdotale San Pio X

del 23 settembre 2014

sull'incontro tra Mons. Fellay e il cardinale Müller

da DICI



Questo martedì 23 settembre 2014, Mons. Bernard Fellay, Superiore generale della Fraternità San Pio X, ha incontrato il cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Egli era accompagnato da Don Niklaus Pfluger e da Don Alain-Marc Nély, primo e secondo assistente generale della Fraternità. Il cardinale Müller era accompagnato da Mons. Luis Ladaria Ferrer s.j., segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, da Mons. Joseph Augustin Di Noia o.p., segretario aggiunto, e da  Mons. Guido Pozzo, segretario della Pontificia Commissione  Ecclesia Dei.

L’incontro si è svolto negli uffici della Congregazione per la Dottrina della Fede, dalle 11 alle 13. Esso aveva lo scopo di permettere al cardinale Müller e a Mons. Fellay di incontrarsi per la prima volta e di fare insieme il punto sulle relazioni fra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X, dopo la rinuncia di papa Benedetto XVI e la partenza del cardinale William Joseph Levada, precedente Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Nel corso di una cordiale conversazione sono state esposte le difficoltà dottrinali e canoniche e richiamata l’attuale situazione della Chiesa. Si è deciso di proseguire gli scambii al fine di chiarire i punti di divergenza che sussistono.

Menzingen, 23 settembre 2014





settembre 2013

venerdì 19 settembre 2014

La vera pace di papa Bergoglio



La vera pace di papa Bergoglio

di Belvecchio







Prima e dopo la realizzazione della geniale idea di papa Bergoglio: una partita di calcio “interconfessionale” per esortare il mondo alla pace, diversi cattolici hanno espresso le loro riserve per questa commistione fra sacro e profano, dove ciò che finisce col contare è quello che Alessandro Gnocchi ha acutamente definito: “forma rituale dotata di un linguaggio universale”, funzionale all’“Onu delle religioni”.

Ora, al di là dell’evento in sé, è stato notato poco il contesto preparatorio, dal carattere spettacolare tipicamente moderno dello “show” di massa.
La partita è stata preceduta dall’esibizione canora di una diva canzonettiera di marca rigorosamente argentina, tale Martina Stoessel; è in tale esibizione che si può cogliere il senso vero che della pace ha papa Bergoglio.

sabato 30 agosto 2014

«Resistenza» Che Fallisce?

Commenti Eleison di Sua Eccellenza Richard Williamson
Numero CCCLXXI (371)
23 agosto, 2014

«Resistenza» Che Fallisce?


Alcuni lettori di questi «Commenti» senza dubbio hanno obiettato al riferimento fatto la scorsa settimana (CE 370) alla «Resistenza» che attualmente sta facendo «pochi progressi evidenti». Essi avrebbero preferito una vigorosa chiamata alle armi. Ma noi dobbiamo attenerci alla realtà. Per esempio, quando la diocesi tradizionale di Campos in Brasile si mise di nuovo nelle braccia della neo-Roma, nel 2002, non dissero un po’ di noi che dei circa 25 sacerdoti formati alla scuola di Mons. de Castro Mayer, almeno alcuni avrebbero rotto le righe? Eppure da allora nemmeno uno di essi si è reso indipendente per continuare la vera difesa della Tradizione del buon Vescovo, e così tutti sono più o meno sul piano inclinato neo-modernista. Tuttavia, se ci atteniamo alla realtà, c’è qualcosa da dire.
Prima di tutto, Dio è Dio, ed Egli sta conducendo questa crisi alla sua maniera e non alla nostra. “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie, dice il Signore” (Is. LV, 8). Noi uomini sogniamo che i sacerdoti con gli occhi aperti e i laici si mettano insieme per resistere ai Suoi nemici, ma Dio non ha bisogno della “Resistenza” di nessuno per guardare le sue pecore o salvare la sua Chiesa. Quarant’anni fa, quando Mons. Lefebvre sperava e si aspettava che una manciata di colleghi vescovi lo seguissero pubblicamente per realizzare una vera barricata sulla via del rullo compressore conciliare, sicuramente avrebbe dovuto trovarli, ma non lo fece mai. In effetti, quando Dio interverrà a salvare la situazione, come accadrà certamente, sarà evidente che il salvataggio è stato il Suo, attraverso Sua Madre.
In secondo luogo, più di cinque secoli di umanesimo dilagante hanno reso l’uomo così ignorante di Dio, il Signore Iddio degli Eserciti, che l’umanit 24; dovrà subire una lezione che apprenderà solo nel modo più duro. La nona delle 14 Regole di Sant’Ignazio per il Discernimento degli Spiriti (prima settimana) dà tre ragioni principali per la desolazione spirituale di un’anima, che possono essere applicate alla presente desolazione della Chiesa:—
1. Dio ci punisce per la nostra tiepidezza spirituale e negligenza. Solo Dio conosce oggi quale castigo mondiale meritano la nostra mondiale apostasia e la nostra immersione nel materialismo e nell’edonismo.
2. Dio ci mette alla prova per mostrarci ciò che sta veramente dentro di noi, e quanto noi dipendiamo da Lui. L’uomo moderno, non pensa seriamente di poter gestire l’universo meglio che lo stesso Dio Onnipotente? E non potrebbe darsi che la verità di Dio scenda solo dopo che tutti i piccoli sforzi dell’uomo abbiano fallito?
3. Dio ci umilia con la desolazione che s minuisce il nostro orgoglio e la nostra vanagloria. Venendo dai principali ministri dell’unica vera religione dell’unico vero Dio, non fu il Vaticano II un’esplosione senza precedenti di umana vanagloria, col suo preferire il mondo moderno dell’uomo all’immutabile Chiesa di Dio? E la piccola Fraternità San Pio X, non ha pensato che avrebbe potuto salvare la Chiesa? Se la “Resistenza” non rimane debitamente modesta nelle sue proposizioni e nelle sue ambizioni, è condannata in anticipo.
Allora, quali dovrebbero essere queste ambizioni? In primo luogo e principalmente, mantenere la Fede, senza la quale è impossibile piacere a Dio ( Eb. XI, 6). Fede che è espressa nella dottrina, nel Credo cattolico. In secondo luogo, testimoniare questa Fede, specialmente con l’esempio, se necessario fino al martirio (“martire” è la parola greca che significa “testimone”). Quindi, comunque la “Resistenza” sia o meno organizzata, deve dedicare le sue risorse, per quanto magre, a tutto ciò che aiuterà le anime a mantenere la Fede. Poi, dal momento che il suo esistere per la Verità è destinato ad essere riconoscibile come tale, per il solo fatto di esserci essa non fallirà, perché starà dando testimonianza.
Kyrie eleison.

sabato 19 luglio 2014

Uno strano articolo di uno strano frate

Ricevo, pubblico e unendomi sottoscrivo

Uno strano articolo di uno strano frate


di Belvecchio

Da un rimando all’altro siamo andati a finire su uno strano articolo pubblicato sul sito dei Francescani dell’Immacolata e scritto da uno di loro, tale Angelo M. Geiger, che spiega quali siano le colpe, sembra imperdonabili, di Roberto de Mattei.
Diciamo subito che l’argomento principale non ci interessa, sia perché non ci sembra per niente strano che de Mattei abbia delle colpe, sarebbe davvero singolare che non ne avesse, come sembra far capire Geiger relativamente a se stesso; sia perché si tratta dei soliti argomenti trattati in stato di totale pronazione davanti al Vaticano II e ai papi che lo hanno voluto, sostenuto e continuato a difendere nonostante la Chiesa continui a subire un processo di demolizione che non ha paragoni in duemila anni di storia.

Priorità della Tradizione

Commenti Eleison di Sua Eccellenza Richard Williamson
Numero CCCLXVI (366)
19 luglio, 2014

Priorità della Tradizione


La parola “Magisterium”, deriva dal latino “magister” (“maestro”), e nella Chiesa indica sia l’autorevole insegnamento della Chiesa sia i suoi insegnanti autorizzati. Ora, come l’insegnante è superiore al discente, così il Magistero che insegna è superiore ai cattolici che sono discenti. Ma i Maestri cattolici hanno il libero arbitrio, e Dio li lascia liberi di sbagliare. Così, se essi sbagliano gravemente, i cattolici possono ergersi e dire loro, seppure rispettosamente, che si sbagliano? La risposta sta nella verità. È solo quando la maggior parte dei cattolici ha perso la verità, come oggi, che la questione può diventare confusa.
Da un lato è certo che Nostro Signore ha dotato la sua Chiesa di insegnanti autorevoli, per insegnare a noi esseri umani fallibili quella Verità che sola ci può portare in Paradiso – “Pietro, conferma i tuoi fratelli”. Dall’altro, Pietro doveva confermarli solo nella fede che Nostro Signore gli aveva insegnato – “Io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli” (Lc XXII, 32). In altre parole, è la fede che governa Pietro, la cui funzione è solo di custodire ed esporre fedelmente, come gli fu consegnato, il Deposito della Fede, da tramandare per sempre come Tradizione. La Tradizione insegna a Pietro, che insegna ai cattolici.

lunedì 7 luglio 2014

Cardinale Pie – II

Commenti Eleison di Sua Eccellenza Richard Williamson
Numero CCCLXIV (364)
05 luglio, 2014

Cardinale Pie – II

La citazione dal Cardinale Pie, proposta la scorsa settimana (cfr. CE 363) continua direttamente così:—
“Ad un tale estremo, in un tale stato disperato di cose, dove il male ha preso il sopravvento in un mondo che presto sarà consumato dalle fiamme, cosa devono fare tutti i veri cristiani, tutti gli uomini buoni, tutti i Santi, tutti gli uomini con fede e coraggio? Alle prese con una situazione mai fino ad ora più chiaramente impossibile, con un’energia raddoppiata dalla loro ardente preghiera, con il loro attivo lavoro e le loro lotte impavide diranno; O Dio, O Padre celeste, sia santificato il tuo nome sulla terra come è in Cielo, venga il tuo regno sulla terra come in Cielo, sia fatta la tua volontà sulla terra come in Cielo. Sulla terra come in Cielo! E staranno ancora sussurrando queste parole mentre alla stessa terra starà mancando il terreno sotto i piedi.
“E proprio come una volta, quando in seguito ad uno spaventoso disastro militare, tutto il Senato romano e i funzionari di Stato di ogni ordine e grado uscivano per andare incontro al console sconfitto e congratularsi con lui per non aver disperato della Repubblica Romana, così anche il Senato del cielo, tutti i Cori degli Angeli, tutte le schiere dei Beati, usciranno per andare incontro ai generosi atleti della Fede che hanno combattuto fino alla fine, sperando contro la stessa speranza.
“E allora quell’impossibile ideale che gli eletti di tutte le età hanno ostinatamente perseguito, diventerà una realtà. Nella sua seconda e ultima Venuta, il Figlio consegnerà il Regno di questo mondo a Dio suo Padre, e il potere del male sarà cacciato per sempre nelle profondità degli abissi; tutto ciò che si sarà rifiutato di essere assimilato e incorporato a Dio per mezzo di Gesù Cristo, mediante la fede, l’amore e l’osservanza della legge, sar&# 224; gettato nella fogna dell’eterna sporcizia. E Dio vivrà e regnerà per sempre, non solo nell’unicità della sua natura e nella comunione delle tre Persone divine, ma anche nella pienezza del Corpo mistico del suo Figlio Incarnato e nel compimento della Comunione dei Santi!”
Cari lettori, dovrebbe essere ormai ovvio che il Cardinale Pie, con tutto il buio della sua visione del futuro, non era un disfattista. Anche se vedeva con assoluta chiarezza la situazione umanamente disperata in cui l’umanità gettava se stessa, con altrettanta chiarezza distingueva il punto di vista umano da quello divino: nel XIX secolo, mentre una massa di uomini poteva sfidare Dio Onnipotente e trasformare se stessi in pedine di Satana e in alimento per il suo orribile Inferno, si stava compiendo lo scopo sublime di Dio: che le anime degli eletti che avrebbero scelto di amarLo e servirLo conseguissero il Cielo di Dio. Veramente, “tutto concorre al be ne di coloro che amano Dio” (Rm. VIII, 28).
Nel 2014 si può facilmente perdere di vista lo scopo di Dio, pensando in modo troppo umano del male che avanza intorno a noi. Ma lo scopo di Dio non è quello di salvare la civiltà se gli uomini vogliono distruggerla. Il suo scopo è quello di portare le anime in Cielo attraverso il Suo Figlio Gesù Cristo, e per questo scopo il crollo della civiltà e di tutte le ambizioni e le speranze terrene può ben servire a forzare la mente e il cuore degli uomini ad elevarsi al di sopra delle considerazioni mondane. Dio non ci ha creati solo per questa breve vita, né per questo mondo corrotto. “Noi non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura” (Eb. XIII, 14).
Kyrie eleison.